Perché non si dovrebbero regalare animali per le feste

Perchè non regalare animali

Regalare un animale per le feste può essere una cosa bellissima e un dono gradito, ma spesso si può rivelare una pessima idea.

Un animale è sempre un impegno importante. Che sia un cane, un gatto, un coniglio, un criceto o un pesce rosso, si tratta di creature viventi che richiedono cure, attenzioni, tempo e passione. Chi riceve questo tipo di dono può all’inizio essere preso dalla novità, ma poi perdere interesse e trascurare l’animale. Questo è spesso il caso con i bambini, che possono rapidamente sviluppare nuovi interessi lasciando i genitori a doversi occupare del dono imprevisto. Inoltre gli animali sono un impegno a lungo termine: un gatto può vivere oltre 15 anni, un cane 12-15 anni, un coniglio 9-10 anni. Anche un piccolo criceto va accudito con attenzione e responsabilità per almeno 2-3 anni. Un animale non va comprato d’impulso e non va regalato per creare un momento di sorpresa ed eccitazione il giorno della festa, senza pensare all’impegno che comporterà per chi lo riceve. Continua la lettura di Perché non si dovrebbero regalare animali per le feste

Le medicine tossiche per i conigli

La fisiologia del coniglio è molto diversa da quella di cani e gatti, infatti medicine che si usano normalmente in queste specie possono essere tossiche nel coniglio. Per questo è importante evitare di dargli farmaci che non siano prescritti da un veterinario esperto in conigli da compagnia.

Molte medicine sono tossiche nel coniglioAntibiotici

Tra le medicine più pericolose nel coniglio vi sono alcune classi di antibiotici. Alcune specie di antibiotici sono in grado di alterare la flora intestinale del coniglio sopprimendo i batteri benefici e selezionando quelli patogeni. Tra questi, i più pericolosi sono i clostridi, in grado di produrre tossine così potenti da causare la morte prima ancora che si manifesti alcun sintomo. In casi meno gravi si può sviluppare diarrea accompagnata da malessere e mancanza di appetito.

Persino gli antibiotici contenuti in creme e pomate, applicate sulla pelle, possono risultare dannosi se il coniglio leccandosi li ingerisce.

Gli antibiotici da evitare assolutamente sono l’amossicillina, l’ampicillina, la penicillina somministrata per bocca, la clindamicina e la lincomicina, ma molti altri possono rappresentare un rischio. Continua la lettura di Le medicine tossiche per i conigli

La longevità delle tartarughe

Le tartarughe sono rettili eccezionalmente longevi. La comune tartaruga d’acqua dolce può superare i 30 anni, le grandi tartarughe marine vivono 80-100 anni e le nostre tartarughe di terra possono superare i 100-150 anni di vita, se non intervengono malattie e incidenti.
Il record di longevità documentata spetta ad una Geochelone gigantea, Adwaita, che ha raggiunto 255 anni di vita.

Adwaita, la tartaruga ultra bicentenaria

La spiegazione scientifica di questo affascinante fenomeno sta nella cosiddetta “senescenza trascurabile”. Consiste nel fatto che le cellule di questi rettili non sono soggette ai danni che si accumulano con il tempo per cui si mantengono sempre “giovani” e pienamente funzionali; i loro organi interni rimangono perfettamente efficienti anche con il passare degli anni, al contrario di quanto purtroppo accade ai mammiferi (uomo compreso). Neppure la capacità riproduttiva diminuisce con il passare degli anni. Continua la lettura di La longevità delle tartarughe

L’allergia ai gatti: cause e rimedi

I gatti sono una delle tantissime possibili cause di allergia per le persone. Ma esattamente cosa causa l’allergia? Il principale colpevole è una proteina (un allergene) secreta nella saliva, nella pelle e nell’urina dei gatti, e non il pelo o la forfora come comunemente si crede. Leccandosi, il gatto trasferisce con la saliva questa proteina sul mantello e sulla pelle. La forfora, costituita da piccolissime scaglie di pelle, si impregna di questa sostanza e si diffonde nell’ambiente aderendo al mobilio, ai tappeti, alle lenzuola, persino ai muri, o restando sospesa nell’aria. Per questo una persona allergica ai gatti  può avere una crisi allergica anche solo entrando nella stanza in cui è stato un gatto.

Tutti i gatti producono questo allergene, ma non in misura uguale. Alcuni  ne producono meno, e/o producono meno saliva o meno forfora. La reazione allergica non dipende dalla quantità assoluta di allergene, ma dal modo in cui l’organismo reagisce al suo contatto. Una piccola quantità può scatenare una reazione intensa nelle persone predisposte, causando prurito, rush cutanei, starnuti e lacrimazione, fino a gravi crisi asmatiche. Continua la lettura di L’allergia ai gatti: cause e rimedi

Il vostro coniglio mangia abbastanza?

coniglio mangia fieno

Può sembrare una domanda paradossale, visto che di norma i nostri animali, ben nutriti, viziati e coccolati, hanno il problema di riuscire a mantenere la linea per non diventare dei palloni. I veterinari si trovano spesso di fronte a pazienti un po’ troppo grassottelli se non francamente obesi. Il problema opposto è molto meno frequente, ma possibile. Capita di trovarsi di fronte a conigli perfettamente sani che, a dispetto di un appetito vorace, continuano a dimagrire senza causa apparente. Ebbene, dopo la visita clinica e dopo aver indagato a fondo le abitudini alimentari, il tipo di cibo fornito, la quantità e gli orari dei pasti, risulta che si tratta semplicemente di animali sottoalimentati. Il problema sta nel credere che il coniglio debba ricevere “una dose” di cibo, mentre dovrebbe avere sempre a disposizione  alimento in quantità illimitata (ovviamente di quello giusto, vale a dire fieno, erba e verdure).
Molte persone si chiedono quanto un coniglio dovrebbe mangiare; la risposta è: fin che vuole. Nutrirsi di cibi poveri dal punto di vista calorico come fieno, erba e vegetali comporta dover ingerirne in grande quantità e, infatti, i conigli nutriti così passano gran parte della giornata macinando cibo. Sottovalutare il fabbisogno nutritivo di questi animali può portare a una restrizione calorica importante e a uno stato di cachessia anche grave, prima di riuscire a capire che il coniglio si sta letteralmente consumando. Continua la lettura di Il vostro coniglio mangia abbastanza?

Il vaccino per il coniglio contro la “nuova” MEV

E’ arrivato, dopo una lunga attesa, il vaccino per i conigli contro il nuovo ceppo di MEV (malattia emorragica virale) comparsa da qualche anno, detta RVHD2, e trattata in questo articolo e in questo post. I vaccini tradizionali danno una protezione molto scarsa contro questa malattia, pertanto è opportuno vaccinare i conigli anche con questo nuovo vaccino.

La vaccinazione protegge il coniglio entro una settimana. Possono esserci effetti collaterali relativamente lievi (un transitorio aumento della temperatura) in alcuni conigli, che si risolvono spontaneamente. La vaccinazione può essere effettuata a partire dai 30 giorni di età. Il vaccino va distanziato di almeno 2-3 settimane dal vaccino tradizionale (Mixo e MEV). Può essere effettuato in qualsiasi periodo dell’anno e dopo la prima inoculazione si effettuano richiami regolari ogni 6 mesi.

Considerando la gravità della malattia, spesso mortale, la mancanza di cure efficaci e la sua diffusione, è senz’altro consigliato vaccinare i conigli da compagnia anche contro questa subdola patologia.

Falsi miti sul coniglio di casa

Falso mito 1. I conigli temono il freddo

Molte persone si preoccupano di tenere in casa i conigli durante l’inverno per paura che patiscano il freddo, mentre non si preoccupano se d’estate l’ambiente super i 30°C. In realtà, i conigli non temono affatto il freddo: la temperatura ideale per loro è di 16°C e possono divertirsi a correre all’aperto anche con 4°. In caso di neve, poi, il divertimento è ancora maggiore. Al contrario, la pelliccia e il corpo compatto, sommati all’assenza di ghiandole sudoripare, fa sì che tollerino male le temperature alte. Dobbiamo quindi preoccuparci della temperatura durante l’estate e proteggerli da possibili colpi di calore. L’aria condizionata è un valido alleato e non si deve temere di utilizzarla. In mancanza di questa, dovremo alloggiare il coniglio nella stanza più fresca e magari lasciare delle bottiglie piene di acqua fredda sul pavimento, contro una parete, in modo che vi si possa adagiare per trovare un po’ di refrigerio.

 

Falso mito 2. L’erba fa male ai conigli

Un falso mito davvero paradossale: l’erba è l’alimento naturale dei conigli, di cui si nutrono in maniera preponderante allo stato selvatico. L’erba e altre piante di campo sono ricche di fibra e richiedono una masticazione prolungata, cosa di cui ha bisogno il coniglio per avere una dentatura e un apparato digerente sani e ben funzionanti. Ciò che fa male ai conigli è semmai un cambio brusco di alimentazione, che non lascia alla flora intestinale il tempo di adeguarsi ai nuovi “ingredienti”. Se possiamo, durante la bella stagione offriamo ai nostri conigli erba fresca a volontà: sarà sicuramente molto gradita oltre che salutare.

 

Falso mito 3. I conigli devono mangiare mangimi… per conigli

Le miscele di semi, fiocchi di cereali, mais e frutta disidratata, vendute come mangime per conigli, sono deleterie per la salute di questi animali. Per prima cosa, determinano un’alterata masticazione, che con il tempo causa una malocclusione dentale irreversibile e progressiva. Inoltre la carenza di fibra di questi alimenti provoca problemi intestinali a volte molto gravi. Il loro eccesso calorico causa obesità, che a sua volta induce molti problemi di salute. La somministrazione di mangimi va assolutamente evitata nei conigli. Continua la lettura di Falsi miti sul coniglio di casa

Primavera, iniziano i traumi per le tartarughe

tagliaerba

Con il risveglio dal letargo, le tartarughe ricominciano a vagare per il giardino e i veterinari con regolarità sconfortante ricominciano a vedere in ambulatorio questi rettili con la corazza devastata da traumi. I pericoli a cui sono soggette le tartarughe domestiche sono sempre gli stessi, completamente prevenibili con un po’ di attenzione ma sempre ricorrenti: tagliaerba, automobili e cani.

Se abbiamo delle tartarughe libere, prima di azionare il tagliaerba è necessario radunarle tutte in un luogo sicuro; se una o più mancano all’appello meglio attendere a sistemare il giardino. La cosa migliore sarebbe recintare un ampio spazio tutto per loro, ben soleggiato ma con una parte in ombra, in cui lasciare che le piante crescano liberamente. Sono infatti le piante di campo e l’erba l’alimento di cui hanno bisogno, senza aggiunta di altro a parte l’acqua da bere.

Per quanto riguarda i cani, si deve impedire loro di arrivare a contatto con le tartarughe: molti non esitano a dilaniarle come fossero ossi succulenti. Anche cani che le hanno ignorate per anni a volte di punto in bianco decidono di rosicchiarsele per bene. Se vogliamo tenere tartarughe è meglio rinunciare ai cani, e viceversa. L’alternativa è una recinzione assolutamente sicura, che impedisca il contatto tra le due specie. Continua la lettura di Primavera, iniziano i traumi per le tartarughe

Se il cane vomita

cane vomita

Le cause del vomito nel cane sono numerose. Molto spesso il vomito è solo una normale reazione all’ingestione di materiali estranei, soprattutto nei cuccioli che tendono a esplorare con la bocca, come i bambini, e finiscono per mandare giù di tutto. In questo caso vomito e diarrea sono il tentativo dell’organismo di liberarsi di qualcosa che non dovrebbe stare nell’apparato digerente, cioè un normale meccanismo difensivo.

Altre comuni cause di vomito sono stress, alterazioni della flora intestinale, parassiti intestinali e intolleranze alimentari. Vomito e diarrea sono sintomi evidenti, ma occorre osservare se sono presenti altri sintomi che indicano un problema più grave: perdita di appetito e debolezza, presenza di sangue nelle feci. Il vomito può essere accompagnato da segni di nausea, come deglutire spesso per combattere il riflesso del vomito, leccarsi le labbra, ingerire erba. Può accadere che il contenuto vomitato (spesso saliva e succhi gastrici) appaia striato di sangue senza che questo rappresenti un segno grave: le contrazioni delle pareti gastriche possono indurre la rottura di alcuni capillari sanguigni.

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