La lacrimazione nel coniglio: un problema dei denti?

La lacrimazione nel coniglio non sempre è causata da un’infezione degli occhi: spesso il problema risiede nei denti.

Nella palpebra inferiore del coniglio, dal lato del naso, si trova una piccola apertura detta punto lacrimale. Da qui inizia un piccolo condotto, il dotto nasolacrimale, che ha lo scopo di drenare le lacrime fino al naso (è il motivo per cui, quando si piange, cola il naso). Nel coniglio questo dotto compie un percorso tortuoso, passando prima accanto alle radici dei denti interni (i molariformi) e poi sopra la radice dell’incisivo superiore. Continua la lettura di La lacrimazione nel coniglio: un problema dei denti? →

L’importanza dei controlli periodici nei gatti anziani

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Nei gatti anziani una visita clinica regolare è di fondamentale importanza per valutare lo stato di salute. Un gatto anziano può apparire sano pur presentando problemi rilevanti che il proprietario non coglie o tende a sottovalutare. Molte manifestazioni vengono considerate una naturale conseguenza dell’invecchiamento, quando invece nascondono patologie pienamente gestibili. Un gatto sopra i 12 anni ha elevate probabilità di essere affetto da una o più condizioni che ne compromettono la qualità e l’aspettativa di vita, problemi che possono essere individuati tempestivamente tramite la visita clinica e test diagnostici specifici.

Un’elevata percentuale di gatti anziani è affetta da malattia renale cronica. I segni tipici di questa condizione sono l’aumento della sete e della produzione di urina, manifestazioni che tuttavia risultano spesso difficili da cogliere a casa, soprattutto se convivono più gatti o se l’animale ha accesso all’esterno. Negli stadi avanzati questa patologia porta a un progressivo deperimento, ma se intercettata precocemente consente di impostare strategie terapeutiche efficaci per rallentarne l’evoluzione. Per questo motivo risultano estremamente utili gli esami di laboratorio in grado di valutare la funzionalità renale e mostrare alterazioni precoci. I parametri chiave comprendono il dosaggio ematico di azoto (BUN), creatinina e SDMA, insieme alla valutazione del peso specifico urinario. Nel gatto anziano è consigliabile eseguire ogni 6-12 mesi un profilo ematologico e biochimico completo, l’esame delle urine e la misurazione della pressione sistemica. Continua la lettura di L’importanza dei controlli periodici nei gatti anziani →

Gonfiore sotto l’occhio nel cane: perché la causa è spesso un dente

Una condizione abbastanza comune nel cane è un gonfiore sotto l’occhio, che talvolta si apre e lascia uscire del pus. Con un ciclo di antibiotico spesso il gonfiore sparisce, per ritornare inevitabilmente una volta terminata la terapia.

Quasi sempre la causa è un’infezione della radice di un dente (il termine scientifico è ascesso periapicale), per la precisione del quarto molare o dente carnassiale, il più grande dei denti della mascella. Questo dente è particolarmente soggetto a una cosiddetta frattura a lastra. Si tratta del distacco di una porzione esterna dello smalto del dente, che espone la dentina sottostante. Si verifica soprattutto quando il cane ha l’abitudine di masticare oggetti duri, come ossa o rami. Senza la protezione dello smalto, i batteri possono penetrare nel dente e causare un’infezione che si propaga alla radice. Si forma quindi un ascesso, vale a dire una cavità piena di pus. Le radici del dente carnassiale sono ricoperte da uno strato di tessuto osseo molto sottile, facilmente eroso dal pus. Pertanto l’ascesso finisce per causare un rigonfiamento sotto la pelle e il pus può farsi strada fino all’esterno.

ascesso dente cane
Il gonfiore sotto l’occhio di questo cane è causato dall’infezione delle radici del dente carnassiale (quarto premolare superiore)

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Come prevenire l’avvelenamento da metalli pesanti nei pappagalli

avvelenamento piombo zinco

Quando accogliamo in casa un pappagallo, che sia grande come un’ara o piccolo come una cocorita, è essenziale fare attenzione al suo ambiente, per prevenire i pericoli che possono mettere a repentaglio la sua salute e la sua vita. 

Uno dei rischi maggiori è rappresentato dall’avvelenamento da metalli pesanti. Piombo e zinco sono metalli notoriamente molto pericolosi per gli uccelli, quando vengono ingeriti; pertanto, occorre la massima attenzione a gestire il loro ambiente in modo da prevenire questo tipo di incidenti. I pappagalli interagiscono costantemente con la gabbia, i trespoli e i giochi, esplorandoli con le zampe e con il becco. Quelli lasciati liberi di volare in casa, possono venire a contatto con una varietà anche maggiore di oggetti.  

I materiali raccomandati

La scelta del materiale per la gabbia è forse la decisione più importante. L’acciaio inossidabile (o acciaio inox) è sicuramente il materiale migliore. Sebbene l’investimento iniziale possa essere superiore, presenta indubbi vantaggi. È un materiale estremamente resistente, in grado di sopportare anche i becchi più forti senza scheggiarsi o rompersi. Fondamentale è la sua natura inerte e non porosa, che lo rende facile da pulire e disinfettare, garantendo un’igiene ottimale. Soprattutto, non arrugginisce e non rilascia sostanze tossiche, eliminando alla radice il rischio di avvelenamento da metalli.  Continua la lettura di Come prevenire l’avvelenamento da metalli pesanti nei pappagalli →

Quando preoccuparsi se il gatto vomita

gatto vomita

Il vomito nel gatto è un evento abbastanza comune. Non è insolito trovare sul tappeto (perché i gatti preferiscono vomitare sui tappeti che sul pavimento!) un grumo di pelo o un rigurgito di cibo mangiato troppo in fretta. Ma quando questo episodio isolato si trasforma in qualcosa di più frequente o si accompagna ad altri sintomi, è importante capire se è il caso di preoccuparsi e consultare il veterinario.

Il vomito nel gatto può essere un meccanismo fisiologico per eliminare boli di pelo o cibo non ben digerito. È anche normale se il gatto vomita dell’erba, accompagnata da un po’ di succhi gastrici. Tuttavia, non tutti gli episodi di vomito sono uguali e alcuni possono nascondere problemi di salute più seri.

Quando il vomito nel gatto è normale e quando deve allarmare

Un episodio occasionale di vomito, magari subito dopo aver mangiato voracemente o quando il gatto espelle una pallina di pelo ben formata, non desta particolare preoccupazione. Il gatto, subito dopo, appare vispo e torna alle sue normali attività. Se il gatto vomita fino a 1-2 volte al mese, si può considerare una frequenza normale, in assenza di altre anomalie.

Diverso è il caso in cui il gatto vomita più volte al giorno o per più giorni consecutivi, anche se in piccole quantità. Anche la presenza di sangue rosso vivo o scuro (simile a fondi di caffè) nel vomito è un segno di potenziale gravità. La presenza di schiuma gialla o verdastra, invece, potrebbe indicare problemi biliari o intestinali. In caso di grave infestazione da parassiti intestinali (vermi tondi) a volte è possibile osservare un verme ancora vivo nel vomito. Continua la lettura di Quando preoccuparsi se il gatto vomita →

L’uva è tossica per i cani

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L’uva è un ottimo alimento, ricco di vitamine e antiossidanti benefici per noi umani,  spesso presente sulle nostre tavole. Tuttavia, anche se sembra un alimento del tutto innocuo, può rappresentare un potenziale pericolo per i nostri cani. Per alcuni cani l’uva e la sua forma disidratata, l’uva passa, possono rappresentare una seria minaccia per la loro salute. 

L’uva e l’uva passa contengono sostanze tossiche che possono essere velenose per alcuni cani. Sembra che la sostanza che rende l’uva un pericolo per questi animali sia l’acido tartarico. È una sostanza che l’organismo del cane espelle con difficoltà e può quindi accumularsi nei  reni. Questo può causare insufficienza renale acuta e morte. 

È importante notare che non tutti i cani che mangiano uva si avvelenano: solo alcuni sono sensibili alla tossina. È impossibile sapere in anticipo se un cane sarà colpito da insufficienza renale mangiando uva, e in che misura. Pertanto, per evitare rischi si deve evitare del tutto di offrire ai cani uva o uva passa, e qualunque altro alimento che ne contengono. Più di un acino d’uva o di uva passa per 4,5 kg di peso corporeo può già mettere a rischio la salute del cane. Come si vede, si tratta di una quantità molto modesta, ma che può causare gravi danni.  Continua la lettura di L’uva è tossica per i cani →

Quanto vivono le cavie?

cavia longevità

La durata media della vita delle cavie è di cinque – otto anni. Le femmine, se vengono riprodotte, hanno un’aspettativa di vita inferiore. Alcune cavie possono raggiungere i dieci anni o più, ma è certamente un evento raro. Questi roditori hanno una longevità maggiore rispetto ad altri piccoli mammiferi domestici come criceti, topi e ratti, che vivono mediamente un paio di anni. 

Come per tutti gli animali, la durata della vita della cavia è influenzata da diversi fattori, in particolare la genetica, la dieta, l’ambiente e le cure. 

Fasi della vita della cavia 

Neonato (1 mese) 

La prima fase della vita di una cavia è uno dei momenti più importanti per aiutarla a vivere una vita sana. 

Idealmente le piccole cavie dovrebbero rimanere con la madre almeno per le prime tre settimane di vita, ma purtroppo talvolta vengono vendute quando hanno appena due settimane. 

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Snack che le galline non devono mangiare 

  snack galline

Sebbene le galline siano notoriamente onnivore e curiose di assaggiare un po’ di tutto, alcuni alimenti, apparentemente innocui, possono rivelarsi molto pericolosi per la loro salute, causando disturbi più o meno gravi. Vediamo quali sono i principali “no” categorici nella dieta delle galline. 

Cosa non dobbiamo offrire come snack per le galline 

  • Fagioli crudi  

Contengono una tossina chiamata fasina, che può causare gravi problemi digestivi e avvelenamento nelle galline, anche in piccole quantità. La cottura distrugge questa tossina, quindi i fagioli cotti (senza sale e altri condimenti) possono essere offerti in piccole porzioni. 

  • Verdure andate a male o ammuffite 

Come per noi, il cibo avariato o ammuffito può contenere batteri e tossine dannose per le galline, causando problemi gastrointestinali e intossicazioni. Non dobbiamo utilizzare le galline per liberarci del cibo andato a male. 

  • Cioccolata 

Contiene teobromina, una sostanza tossica per molti animali, tra cui le galline. Anche piccole quantità possono causare problemi cardiaci, nervosi e persino la morte. 

  • Parti verdi delle solanacee (pomodori, patate, melanzane) 

Le foglie, i fusti e i germogli verdi di queste piante contengono solanina, un alcaloide tossico che può causare problemi digestivi, debolezza e, in casi gravi, paralisi. I pomodori rossi, ben maturi, e le patate cotte possono essere offerti in piccole quantità, occasionalmente.  Continua la lettura di Snack che le galline non devono mangiare  →

L’importanza del fieno per la salute dei piccoli erbivori

 

fieno erbivori

L’azione delle fibra sull’intestino

Per conigli, cavie, cincillà e degu, il fieno rappresenta un elemento non solo importante, ma fondamentale per il mantenimento di una salute ottimale. Il loro sistema digerente si è evoluto per processare una dieta ricca di materiale vegetale fibroso, rendendo l’apporto di fibra un’esigenza fisiologica imprescindibile per un corretto funzionamento intestinale.

Durante la masticazione, la fibra viene scomposta in due tipologie: fibre lunghe e fibre corte. Le fibre lunghe, pur essendo indigeribili, svolgono un ruolo cruciale nello stimolare la peristalsi intestinale, assicurando il transito del cibo attraverso l’apparato digerente. queste fibre vengono rapidamente espulse dall’apparato digerente sotto forma di feci. Una carenza di fibre lunghe può innescare una condizione seria nota come stasi gastrointestinale, caratterizzata da una riduzione o un completo arresto della motilità intestinale. Un animale in stasi cessa di alimentarsi e di produrre feci, richiedendo un intervento veterinario urgente. Continua la lettura di L’importanza del fieno per la salute dei piccoli erbivori →

Axololt, cosa sapere prima di acquistarlo

axolotl Ambystoma mexicanum

L’axolotl, con il suo aspetto buffo e le sue branchie piumate, attira l’interesse di molte persone che desiderano un pet fuori dal comune. Ma prima di lasciarsi incantare dalla sua originalità e cedere alla tentazione, è fondamentale informarsi adeguatamente. Ecco cosa dovete considerare per capire se l’axolotl è davvero l’animale giusto per voi.

L’axolotl è un anfibio completamente acquatico e, come tale, non è certamente adatto a chi desidera un pet da coccolare. Al contrario, è piuttosto schivo e prevalentemente notturno: trascorre le giornate nascosto e non ricambierà mai il vostro affetto. È ideale se cercate un animale da osservare senza avere un’interazione diretta.

L’axolotl, se ben curato, è piuttosto longevo: può vivere fino a 15 anni, quindi richiede un impegno a lungo termine. Continua la lettura di Axololt, cosa sapere prima di acquistarlo →