Archivio mensile:gennaio 2016

I cinque sensi del coniglio

5 sensi coniglio

Vista

La vista nel coniglio è un senso assai sviluppato. Questo mammifero è un tipico animale da preda: allo stato selvatico è costantemente in allerta per sfuggire ai predatori, compito che è innanzitutto svolto dalla vista. Gli occhi del coniglio sono molto prominenti e posti lateralmente e questo permette di avere un campo visivo molto ampio, quasi a 360°. L’acuità visiva è  massima sulla linea dell’orizzonte, per la necessità di scorgere da lontano i predatori in avvicinamento.

Per quanto riguarda la visione dei colori, possono distinguere il blu e il verde, ma non hanno la percezione del rosso. La sensibilità alla luce è otto volte superiore a quella umana, permettendo di vedere bene in condizioni di scarsa luminosità, perché è maggiormente attivo all’alba e al crepuscolo.

Udito

Anche l’udito svolge un importante ruolo nella difesa dai predatori: è molto sviluppato e particolarmente sensibile alle alte frequenze. I padiglioni auricolari nel coniglio selvatico sono molto lunghi allo scopo di raccogliere i suoni. I padiglioni auricolari hanno però un’altra importante funzione che non ha nulla a che fare con l’udito, quella della termoregolazione: rappresentano il 12% della superficie corporea e hanno una diffusa rete di vasi sanguigni, che possono restringere o dilatare per conservare o dissipare il calore corporeo. I conigli, infatti, non sudano come noi e non ansimano come i cani se hanno troppo caldo.

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Curiosità sulla cavia

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La cavia, detta anche porcellino d’India, non esiste allo stato naturale. I suoi antenati originano dalle Ande; il processo di addomesticazione è iniziato ben 7000 anni fa dagli Indigeni sudamericani, un lasso di tempo così grande che la specie da cui deriva non è più identificabile. Questo simpatico roditore è quindi un animale domestico a tutti gli effetti.

In Occidente, la cavia ha iniziato la sua carriera di animale da compagnia già nel 16° secolo, per la sua facilità di allevamento e docilità. Ben presto la selezione artificiale praticata dagli appassionati allevatori ha portato alla comparsa di numerosissime varietà di colore e di mantello; la creazione di nuove varietà continua tutt’ora.

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Le cavie vivono in piccoli gruppi formati da un maschio, un harem di femmine e i loro piccoli. Essendo animali molto sociali soffrono la solitudine: meglio quindi tenere insieme 2-3 cavie che possano farsi compagnia, purché dello stesso sesso! Le cavie possono iniziare ad accoppiarsi già a cinque settimane di vita, dando luogo in breve tempo ad una florida colonia. Per tenere insieme cavie di sesso opposto è necessario sterilizzare il maschio, intervento che può essere eseguito da un veterinario esperto in piccoli roditori. Continua la lettura di Curiosità sulla cavia

Come prevenire le lesioni alla corazza nelle tartarughe

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Molti credono la corazza rappresenti per le tartarughe una difesa impenetrabile che le protegge da ogni sorta di trauma, ma la realtà è molto diversa. La corazza può essere paragonata al cranio, una struttura relativamente solida ma che si può ledere in caso di traumi. Come il nostro cranio, non è un involucro indistruttibile, ma un tessuto vivo, un vero e proprio scheletro esterno e, in quanto tale, capace di subire lesioni e fratture. È in grado di proteggere le tartarughe dai traumi e dalle aggressioni in modo molto efficace nel loro ambiente naturale; in quello domestico, invece, i pericoli che mettono a repentaglio la sua integrità sono numerosi.

Conoscere i pericoli a cui può andare incontro la tartaruga è il primo passo per ripensare all’ambiente in cui vive e prevenire i potenziali rischi, perché come sempre la prevenzione è sempre la strategia migliore e quando il danno è fatto spesso è molto grave se non irreversibile. Continua la lettura di Come prevenire le lesioni alla corazza nelle tartarughe