Archivio mensile:novembre 2017

La longevità delle tartarughe

Le tartarughe sono rettili eccezionalmente longevi. La comune tartaruga d’acqua dolce può superare i 30 anni, le grandi tartarughe marine vivono 80-100 anni e le nostre tartarughe di terra possono superare i 100-150 anni di vita, se non intervengono malattie e incidenti.
Il record di longevità documentata spetta ad una Geochelone gigantea, Adwaita, che ha raggiunto 255 anni di vita.

Adwaita, la tartaruga ultra bicentenaria

La spiegazione scientifica di questo affascinante fenomeno sta nella cosiddetta “senescenza trascurabile”. Consiste nel fatto che le cellule di questi rettili non sono soggette ai danni che si accumulano con il tempo per cui si mantengono sempre “giovani” e pienamente funzionali; i loro organi interni rimangono perfettamente efficienti anche con il passare degli anni, al contrario di quanto purtroppo accade ai mammiferi (uomo compreso). Neppure la capacità riproduttiva diminuisce con il passare degli anni. Continua la lettura di La longevità delle tartarughe

L’allergia ai gatti: cause e rimedi

I gatti sono una delle tantissime possibili cause di allergia per le persone. Ma esattamente cosa causa l’allergia? Il principale colpevole è una proteina (un allergene) secreta nella saliva, nella pelle e nell’urina dei gatti, e non il pelo o la forfora come comunemente si crede. Leccandosi, il gatto trasferisce con la saliva questa proteina sul mantello e sulla pelle. La forfora, costituita da piccolissime scaglie di pelle, si impregna di questa sostanza e si diffonde nell’ambiente aderendo al mobilio, ai tappeti, alle lenzuola, persino ai muri, o restando sospesa nell’aria. Per questo una persona allergica ai gatti  può avere una crisi allergica anche solo entrando nella stanza in cui è stato un gatto.

Tutti i gatti producono questo allergene, ma non in misura uguale. Alcuni  ne producono meno, e/o producono meno saliva o meno forfora. La reazione allergica non dipende dalla quantità assoluta di allergene, ma dal modo in cui l’organismo reagisce al suo contatto. Una piccola quantità può scatenare una reazione intensa nelle persone predisposte, causando prurito, rush cutanei, starnuti e lacrimazione, fino a gravi crisi asmatiche. Continua la lettura di L’allergia ai gatti: cause e rimedi

Il vostro coniglio mangia abbastanza?

coniglio mangia fieno

Può sembrare una domanda paradossale, visto che di norma i nostri animali, ben nutriti, viziati e coccolati, hanno il problema di riuscire a mantenere la linea per non diventare dei palloni. I veterinari si trovano spesso di fronte a pazienti un po’ troppo grassottelli se non francamente obesi. Il problema opposto è molto meno frequente, ma possibile. Capita di trovarsi di fronte a conigli perfettamente sani che, a dispetto di un appetito vorace, continuano a dimagrire senza causa apparente. Ebbene, dopo la visita clinica e dopo aver indagato a fondo le abitudini alimentari, il tipo di cibo fornito, la quantità e gli orari dei pasti, risulta che si tratta semplicemente di animali sottoalimentati. Il problema sta nel credere che il coniglio debba ricevere “una dose” di cibo, mentre dovrebbe avere sempre a disposizione  alimento in quantità illimitata (ovviamente di quello giusto, vale a dire fieno, erba e verdure).
Molte persone si chiedono quanto un coniglio dovrebbe mangiare; la risposta è: fin che vuole. Nutrirsi di cibi poveri dal punto di vista calorico come fieno, erba e vegetali comporta dover ingerirne in grande quantità e, infatti, i conigli nutriti così passano gran parte della giornata macinando cibo. Sottovalutare il fabbisogno nutritivo di questi animali può portare a una restrizione calorica importante e a uno stato di cachessia anche grave, prima di riuscire a capire che il coniglio si sta letteralmente consumando. Continua la lettura di Il vostro coniglio mangia abbastanza?

Il vaccino per il coniglio contro la “nuova” MEV

E’ arrivato, dopo una lunga attesa, il vaccino per i conigli contro il nuovo ceppo di MEV (malattia emorragica virale) comparsa da qualche anno, detta RVHD2, e trattata in questo articolo e in questo post. I vaccini tradizionali danno una protezione molto scarsa contro questa malattia, pertanto è opportuno vaccinare i conigli anche con questo nuovo vaccino.

La vaccinazione protegge il coniglio entro una settimana. Possono esserci effetti collaterali relativamente lievi (un transitorio aumento della temperatura) in alcuni conigli, che si risolvono spontaneamente. La vaccinazione può essere effettuata a partire dai 30 giorni di età. Il vaccino va distanziato di almeno 2-3 settimane dal vaccino tradizionale (Mixo e MEV). Può essere effettuato in qualsiasi periodo dell’anno e dopo la prima inoculazione si effettuano richiami regolari ogni 6 mesi.

Considerando la gravità della malattia, spesso mortale, la mancanza di cure efficaci e la sua diffusione, è senz’altro consigliato vaccinare i conigli da compagnia anche contro questa subdola patologia.