Tartarughe di terra, cosa sapere prima di adottarle

tartarughe di terra

Le tartarughe di terra sono animali affascinanti e l’idea di ospitarle nel proprio giardino può essere allettante. Questa decisione però non va presa alla leggera: ci sono tantissime cose da sapere prima effettuare questa scelta, per non commettere errori e per offrire a questi rettili un ambiente adatto. Le tartarughe terrestri più comuni in vendita sono Testudo hermanni, una delle tartarughe mediterranee. Meno comunemente si trovano T. graeca e T. marginata.

Origine legale

Testudo hermanni, T. graeca (secondo la provenienza, però) e T. marginata sono originarie dell’Italia o di paesi che hanno lo stesso clima, e sono perciò le tartarughe più indicate da ospitare nei nostri giardini.
La prima cosa da sapere è che il possesso e la cessione di queste tartarughe di terra è rigidamente regolamentato da diverse leggi. Ogni tartaruga deve avere un documento (CITES) che ne documenta l’origine legale e gli deve essere stato inserito un microchip simile a quello dei cani; una tartaruga priva di CITES non può essere “messa in regola” e il suo possesso è un reato penale che comporta inoltre il sequestro del rettile e forti multe. Pertanto, è importante adottare solo Testudo mediterranee di provenienza legale e dotate di regolare documentazione. L’acquisto può avvenire nei negozi che trattano rettili o da allevatori privati che vendono i piccoli nati in cattività. La regola vale anche se le tartarughe vengono cedute gratuitamente.

L’ambiente giusto per le tartarughe

Non si può adottare una tartaruga terrestre senza avere l’ambiente giusto. Questi rettili non possono essere tenuti in un terrario, un terrazzo o liberi in casa. Hanno bisogno di vivere all’aperto, in una zona protetta, ben recintata, di diversi metri quadrati. Per la loro salute e il regolare sviluppo devono avere accesso alla luce solare diretta e di potersi cibare di erba e piante di campo. Sono animali molto attivi che necessitano di ampi spazi. Deve anche potersi riparare dalle intemperie grazie ad una casetta e dal calore eccessivo fornendo zone d’ombra, come quelle fornite cespugli e alberi.

La tartaruga russa

tartarughe di terra

T. horsfieldii, la tartaruga russa, è molto comune nei negozi per animali perché ha una regolamentazione meno severa delle altre Testudo ed è quindi più facile da commerciare. Viene spesso venduta come se fosse una tartaruga di terra mediterranea, tuttavia proviene da climi molto diversi dai nostri. Durante la bella stagione si adatta bene, ma teme il freddo umido e, soprattutto nel nord Italia, se lasciata all’aperto può morire durante il letargo. A parte questo, la sua gestione è simile alle altre tartarughe di terra.

Un ambiente protetto

Le tartarughe in giardino sono esposte a molti pericoli e incidenti, che però possono essere facilmente prevenuti con poche accortezze. Uno dei principali pericoli è dato dallo schiacciamento quando si manovra l’automobile, pertanto sarebbe un grave errore lasciarla libera di girare per tutto il giardino. La zona in cui vive il rettile deve essere limitato da una recinzione alta e robusta, parzialmente interrata, in cui tenerla al sicuro. Non vi si dovrebbe utilizzare il tosaerba, sia per il concreto pericolo di ferire il rettile, ma anche per permettergli di nutrirsi delle piante che crescono spontaneamente. Queste piante rappresentano infatti la dieta ideale, che fornisce la giusta quantità di fibra e di calcio di cui necessitano le tartarughe.
Infine, se si possiede un cane è fortemente sconsigliato adottare una tartaruga: il pericolo che il rettile prima o poi finisca dilaniato è troppo alto.

Quante tartarughe?

Il numero di tartarughe che si intende tenere in giardino deve essere proporzionale allo spazio a disposizione. È importante tener presente che le tartarughe, come i rettili in generale, non sono animali sociali e non hanno bisogno della compagnia dei loro simili. Nel caso delle Testudo, poi, il maschio corteggia la femmina in modo piuttosto rude e molto insistente, arrivando a causargli ferite a volte mortali. Pertanto è preferibile tenere una tartaruga da sola, in caso contrario un maschio dovrebbe convivere con almeno 5-6 femmine, per dividere tra tutte i suoi slanci amorosi. Se si comprano tartarughe giovani, tuttavia, non c’è modo di sapere di che sesso sono, perché questo si può stabilire solo da adulte.

Veterinari per tartarughe

I veterinari esperti in medicina dei rettili non sono molti. Se intendiamo allevare una tartaruga, dobbiamo prima accertarci di sapere dove portarla a visitare in caso di necessità, o essere disponibili a spostarci ad una certa distanza per trovare un veterinario adatto. Anche se le tartarughe non vanno vaccinate, può accadere che si ammalino o si feriscano e in tal caso hanno bisogno di cure specialistiche che un veterinario generico non è in grado di fornire.

Un impegno a lungo termine

Le tartarughe sono proverbialmente longeve: possono vivere anche 80 anni. Adottarne una significa prendere l’impegno di curarla per tutta la durata della sua vita. Considerando che potrebbe anche sopravviverci, non sarebbe neppure sbagliato pensare alla sua sistemazione futura…

Le tartarughe di terra giganti

Geochelone sulcata, G. pardalis, G. nigra riproducono facilmente in cattività e sono piuttosto robuste e semplici da allevare. Inoltre sono di libera vendita, pertanto non è difficile trovare i cuccioli da acquistare. Sono tuttavia tartarughe provenienti da climi caldi (aree sub sahariane), che non sopportano il freddo umido e che non vanno in letargo. Richiedono di essere allevate all’aperto, al sole, per almeno una parte dell’anno. Vista la taglia notevole che sono in grado di raggiungere (sono le più grandi tartarughe terrestri) con un peso di diverse decine di chili, prima di acquistarle si deve valutare con attenzione la possibilità di sistemarle in modo adeguato. Necessitano di ampi spazi all’aperto d’estate e al chiuso, in ambienti riscaldati, d’inverno. Da adulte poi è impossibile contenerle in un terrario. In caso contrario è meglio evitare di comprarle piuttosto che abbandonarle in seguito o mantenerle in spazi angusti.

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