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Il mal di macchina nei cani

mal di macchina nei cani

Il mal di macchina è piuttosto comune nei cani, soprattutto in quelli giovani. Il termine tecnico è “cinetosi” ed è lo stesso tipo di disturbo che può colpire le persone. I cani con il mal di macchina possono agitarsi, sbavare, piagnucolare e vomitare, anche se sono a stomaco vuoto. In genere questi cani crescendo smettono di avere disturbi, ma nel frattempo si possono prendere dei provvedimenti per migliorare la situazione.

Se il cucciolo si sente male al suo primo viaggio in macchina è possibile che in seguito associ sempre la macchina con la nausea, rafforzando la sensazione di malessere. Inizialmente fate salire il cucciolo sull’automobile ferma, dove gli farete trovare dei giocattoli. Di tanto in tanto offritegli anche qualche buon bocconcino. In questo modo la macchina sarà considerata un luogo piacevole e interessante. In seguito mettete in moto la macchina e fate dei brevissimi tragitti, allungando progressivamente il tempo. Evitate di far fare al cane lunghi tragitti a pancia piena, ma dategli una piccola quantità di cibo secco. Continua la lettura di Il mal di macchina nei cani

Le cagne vanno in menopausa?

le cagne vanno in menopausa?

In breve, no, le cagne non vanno in menopausa. Quando una donna va in menopausa non ha più i suoi cicli mensili e il suo corpo produce livelli molto bassi di estrogeni e progesterone per il resto della vita. Questo non si verifica nelle cagne che, se sane, continuano ad andare in calore per tutta la vita. Anche cagne molto anziane, fino addirittura a 16 anni (un’età equivalente a una donna di 90 anni) possono restare gravide. Tuttavia il livello di fertilità cala progressivamente con l’avanzare degli anni, tanto che dopo i 5-6 anni di età è decisamente sconsigliabile riprodurre una cagna, perché avrebbe problemi a portare avanti una gravidanza sana e partorire cuccioli vitali. Questo problema si verifica più precocemente nelle razze di grande taglia rispetto a quelle più piccole a causa delle differenze nella velocità di invecchiamento e nell’aspettativa di vita. Ovviamente, è importante anche lo stato generale di salute della madre.

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Cagne e gatte devono avere cuccioli prima della sterilizzazione?

cagna e gatta sterilizzazione

Molti ancora si chiedono se è opportuno far fare una gravidanza a cagne e gatte prima di sterilizzarle. In breve, la risposta è “assolutamente no”.

Sappiamo che è di importanza fondamentale la sterilizzazione chirurgica di questi animali, sia per impedire la nascita continua di cuccioli e gattini sia per la prevenzione di malattie dell’utero e dei tumori mammari. La sterilizzazione, se effettuata prima del primo calore, vale a dire intorno ai 6 mesi di età, ha il vantaggio di prevenire quasi completamente i tumori della mammella. Ma è necessario far avere una cucciolata prima della sterilizzazione? È di beneficio per la cagna o la gatta?

Far fare una gravidanza non è di alcuna utilità per la madre e anzi ha diversi svantaggi. Per prima cosa, se la femmina ha anche un solo calore diminuiscono i benefici della sterilizzazione sulla prevenzione dei tumori della mammella. Inoltre, fattore non meno importante, se ogni cagna o gatta facesse anche solo una cucciolata prima di essere sterilizzata, ci sarebbe un incremento eccezionale della popolazione di cani e gatti. Di questi animali però abbondano canili, gattili, rifugi, per non parlare di quelli semplicemente abbandonati a loro stessi. Se anche si trovasse una famiglia responsabile e amorevole per ciascun cucciolo, questo porterebbe via il posto a un animale abbandonato in cerca di casa. Se poi a ogni figlia si lasciasse fare una cucciolata, e così via alle sue figlie… potete immaginare le conseguenze!

Dal punto di vista della salute della madre, portare avanti una gravidanza e partorire non ha alcun beneficio sulla salute. Il parto può sempre comportare un margine di rischio tanto per madre che per i piccoli. A volte al primo parto la madre, inesperta e spaventata dal dolore del parto, ha difficoltà ad accudire i cuccioli o addirittura li rifiuta.  

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Come insegnare al cane a tornare a comando

insegnare al cane a tornare a comando

Insegnare al cane a tornare da voi a comando  è una delle lezioni più importanti che possa imparare. Se il cane impara a tornare subito da voi quando lo chiamate potete tenerlo al sicuro da molti pericoli, impedire che si perda se vi sfugge e avere la relativa certezza di tenerlo sotto controllo anche se è libero.

Iniziate l’addestramento quando il cane è ancora giovane

L’addestramento è facilitato se si inizia con un cucciolo. I cuccioli in generale sono timidi e si sentono al sicuro se sono vicini al loro “capobranco” umano, per cui non se ne allontanano molto. Dovete iniziare l’addestramento in un luogo chiuso, come un giardino, lasciando senza guinzaglio. Quando avrà imparato bene a rispondere al comando potrete iniziare sedute di addestramento anche all’aperto. Ovviamente anche se il cane è già adulto può imparare questo comando.

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6 modi per mantenere in salute i cani anziani

cani anziani

I cani invecchiano molto più rapidamente di noi e anche loro possono soffrire per i disturbi della vecchiaia.  La longevità di ogni individuo dipende da fattori genetici, dalla dieta e dall’ambiente. Anche non possiamo influire sulla genetica e non possiamo estendere per sempre la vita del cane, possiamo fare molto per aiutarlo a mantenersi sano fisicamente e mentalmente, perché possa tenerci compagnia più a lungo possibile.

1. Alimentazione adatta all’età

I cani anziani beneficiano di una dieta specifica per la loro età. Poiché in genere sono meno attivi hanno bisogno di una dieta con livelli di calorie più contenuti, ma necessitano di una maggior quantità di antiossidanti. Il fabbisogno di proteine non diminuisce, a causa di una ridotta capacità di sintesi. Le marche migliori hanno linee di alimenti formulate specificatamente per i cani “senior”.  Tuttavia, non tutti i cani invecchiano nello stesso modo e ogni cane può aver bisogno di consigli dietetici specifici.

L’integrazione con antiossidanti, acidi grassi e altre sostanze può aiutare condizioni specifiche come l’invecchiamento cerebrale, l’insufficienza epatica o l’artrosi. I cani anziani inoltre possono gradire maggiormente una dieta più morbida, con maggiori quantità di acqua. Ammorbidire le crocchette con acqua o brodo, o mescolarle a cibi umidi, può stimolare l’assunzione di cibo.

2. Curare i denti

L’igiene dentale è particolarmente importante nei cani anziani. La regolare pulizia fatta a casa aiuta a mantenere sana la dentatura e a prevenire dolorose infiammazioni delle gengive e la perdita dei denti. Se il cane non accetta di farsi pulire i denti provate i bastoncini e i giochi per l’igiene dentale. In caso di tartaro e gengivite occorre effettuare la pulizia dal veterinario. I denti che presentano le radici scoperte vanno estratti per eliminare il dolore cronico associato a questa condizione. Continua la lettura di 6 modi per mantenere in salute i cani anziani

Combattere l’obesità di cani e gatti in cinque mosse

obesità

L’eccesso di grasso porta con sé gravi conseguenze per la salute e la diminuzione dell’aspettativa di vita, ma combattere l’obesità è possibile.  La perdita di peso, condotta correttamente, cambia letteralmente la vita. Cani e gatti obesi quando vengono portati al peso ideale appaiono letteralmente ringiovaniti. Da animali pigri e letargici diventano vitali e giocosi come quando erano cuccioli. Questo aspetto è il più importante e il più gratificante nel decidere di metterli a dieta e permette di affrontare ogni difficoltà avendo in mente il risultato finale.

Ecco alcuni consigli per aiutare i nostri animali a raggiungere e mantenere il peso forma.

1. Riconoscere il problema

obesitàPer attuare un programma di riduzione di peso il primo passo consiste nel riconoscere il problema. È necessario valutare regolarmente il peso con una bilancia accurata. Le bilance per persone non sono adatte a valutare il peso di animali piccoli, come i gatti, ed è difficile usarle per pesare animali pesanti come i cani sopra i 25-30 kg, che andrebbero tenuti in braccio. Il veterinario in genere ha bilance adatte a pesare gli animali e dovrebbe registrare il peso ad ogni visita, per valutare l’andamento del peso nel tempo.

Un metodo empirico consiste nel valutare lo strato di tessuto adiposo toccando le costole. Passando una mano sul costato dovreste riuscire a palpare le coste sotto un sottile strato di pelle. Se per sentire le coste dovete premere attraverso uno spessore di grasso, è probabile che il vostro animale sia troppo grasso. Guardando l’animale di lato la pancia non deve pendere verso il basso. Gli animali in linea hanno un ventre teso, non pendulo o a forma di botte. In caso di dubbio, chiedete un parere al veterinario. Continua la lettura di Combattere l’obesità di cani e gatti in cinque mosse

Obesità e infiammazione: una relazione pericolosa

obesità e infiammazione

Tutti sanno che l’obesità è un fattore di rischio per la salute, ma quello che è poco noto è la relazione tra l’obesità e l’infiammazione causata dal grasso: il tessuto adiposo produce sostanze che causano infiammazioni croniche. Combattere l’obesità porta quindi a un netto miglioramento delle condizioni di vita. L’obiettivo della dieta deve essere questo e non una semplice riduzione dei numeri sulla bilancia.

Sappiamo che le persone obese soffrono di molte patologie legate all’infiammazione, causa di dolori più o meno intensi, oltre ad affaticamento cronico, malessere, minor vitalità. Possiamo ritenere che i nostri pet affetti da obesità provino gli stessi disturbi. In aggiunta, sappiamo che l’obesità predispone i nostri animali alle stesse conseguenze negative che si manifestano nelle persone: diabete di tipo 2 e resistenza all’insulina, ipertensione, patologie renali, artrite con i conseguenti  dolori cronici debilitanti. Tutte queste condizioni possono essere prevenute con una dieta adeguata e uno stile di vita sano.

Obesità e cancro

L’obesità purtroppo porta con sé una conseguenza anche peggiore di quelle elencate finora. Continua la lettura di Obesità e infiammazione: una relazione pericolosa

I buoni motivi per tenere il cane a guinzaglio

cane al guinzaglio

Ci sono diversi buoni motivi per tenere il cane a guinzaglio quando è all’aperto.

Lo dice la legge

Per legge, i cani portati nei luoghi aperti al pubblico (bar, negozi, ecc.) devono avere il guinzaglio (o la museruola). Nei luoghi pubblici, invece, come uffici comunali, musei ecc. occorre che il cane indossi sia il guinzaglio che la museruola. La regola vale anche negli spazi comuni condominiali: non si può lasciare il cane libero di girare dove vuole. Il guinzaglio non deve essere più lungo di 1,50 metri, quindi i guinzagli allungabili devono essere bloccati. Il guinzaglio può essere tolto negli spazi per i cani o fuori dagli spazi urbani. La museruola va sempre portata con sé e messa al cane in caso di necessità.

Responsabilità civile e penale

Qualunque guaio, piccolo o grande, combina il cane, ne è pienamente responsabile in sede civile e penale chi lo ha in custodia al momento, anche se non è il proprietario. È quindi importante avere sempre il pieno controllo dell’animale quando lo si ha a guinzaglio. Va sottolineato che chi porta fuori un cane deve avere la capacità di tenerlo sotto controllo: non va affidato ad un bambino un cane disobbediente e irrequieto e una persona minuta non deve uscire sola con un cane di grande taglia.

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Sette alimenti da non dare al cane durante le feste

Ci sono molti alimenti che è meglio non dare al cane durante le feste, anche se si vorrebbe farlo partecipe dell’atmosfera gioiosa. Premettiamo che il cane non dovrebbe essere ricompensato se mendica a tavola, in ogni periodo dell’anno, perché è una brutta abitudine che può danneggiare la sua salute, oltre a essere fastidiosa. Durante le feste, in particolare, nella nostra tavola abbondano alimenti che per i cani sono controindicati, pericolosi o tossici, o fanno ingrassare.

Alimenti da evitare

  1. Ossa. Le ossa fanno male ai cani per una serie di motivi. Possono danneggiare i denti, incastrarsi in bocca o nell’esofago, causare un’ostruzione intestinale, perforare l’intestino o causare costipazione. Sono controindicati tutti i tipi di ossa. Eventuali residui di carne vanno tolti dall’osso e dati separatamente, al momento del pasto del cane. Leggi anche questo articolo.

  2. Cotechino e zampone. Sono alimenti tipici delle feste fatti con alimenti grassi, salati e speziati. Possono causare al cane disturbi digestivi e persino una pancreatite, oltre ad essere molto calorici.

  3. Cioccolata. Nel cane è tossica: causa problemi digestivi e cardiaci. È tanto più pericolosa quanto maggiore è il contenuto in cacao, ossia più è amara. In un cane di piccola taglia una tavoletta di cioccolata amara è sufficiente a causare la morte.

  4. Pandori e panettoni. Oltre a essere alimenti inadatti ai cani e troppo calorici, possono “viziarlo” e creare brutte abitudini a mendicare o richiedere bocconcini speciali.

  5. Torrone. Zucchero, miele, frutta secca… Decisamente troppo calorico! Quello che per noi è un pezzettino, per il cane può essere come una stecca intera, con un relativo carico extra di calorie.

  6. Uva. Non si deve mai somministrare uva ai cani. Per motivi poco chiari in alcuni cani risulta tossica: bastano pochi chicchi per avvelenare un cane di media taglia, mentre altri cani possono mangiarla impunemente.

  7. Noci di macadamia. Sono comunemente vendute come frutta secca e sono molto buone, ma nei cani sono tossiche e causano debolezza, depressione, vomito, tremori e febbre. Il cane è l’unica specie in cui sono riportati questi sintomi e non si conosce il meccanismo che li causa.

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Se il cane vomita

cane vomita

Le cause del vomito nel cane sono numerose. Molto spesso il vomito è solo una normale reazione all’ingestione di materiali estranei, soprattutto nei cuccioli che tendono a esplorare con la bocca, come i bambini, e finiscono per mandare giù di tutto. In questo caso vomito e diarrea sono il tentativo dell’organismo di liberarsi di qualcosa che non dovrebbe stare nell’apparato digerente, cioè un normale meccanismo difensivo.

Altre comuni cause di vomito sono stress, alterazioni della flora intestinale, parassiti intestinali e intolleranze alimentari. Vomito e diarrea sono sintomi evidenti, ma occorre osservare se sono presenti altri sintomi che indicano un problema più grave: perdita di appetito e debolezza, presenza di sangue nelle feci. Il vomito può essere accompagnato da segni di nausea, come deglutire spesso per combattere il riflesso del vomito, leccarsi le labbra, ingerire erba. Può accadere che il contenuto vomitato (spesso saliva e succhi gastrici) appaia striato di sangue senza che questo rappresenti un segno grave: le contrazioni delle pareti gastriche possono indurre la rottura di alcuni capillari sanguigni.

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