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Il fumo passivo danneggia anche gli animali da compagnia

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È nota da tempo la pericolosità del fumo di sigaretta, che contiene decine di sostanze tossiche e cancerogene, e che il fumo passivo è molto dannoso anche per la salute di chi, pur non fumando, vive accanto a un fumatore. Ciò che spesso non si considera, invece, è che anche gli animali da compagnia sono soggetti al fumo passivo e ai problemi che provoca. L’esposizione alle sostanze tossiche delle sigarette negli animali non avviene solo perché respirano il fumo ma anche perché si leccano il mantello: il fumo di sigaretta si deposita ovunque nell’ambiente, compreso il pelo di cani e gatti.

Gli effetti tossici su questi animali sono ormai ben documentati. Nei cani che convivono con un fumatore aumenta l’incidenza di malattie respiratorie (come asma e bronchite) e di cancro ai polmoni. Nei cani che hanno il naso lungo (come i collie) aumenta del 250% il rischio di cancro delle cavità nasali. Nei gatti il fumo passivo aumenta del 250% il rischio di sviluppare linfomi, tumori maligni delle cellule del sangue, e il rischio aumenta con l’aumentare degli anni di esposizione.

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Insetti: cibo del futuro anche per cani e gatti?

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Si sa che accettare qualcosa come alimento non dipende solo dal sapore ma in larga parte anche dai propri pregiudizi culturali. Gli insetti, ad esempio, fanno ribrezzo a molti di noi ma sono considerato un alimento normale da circa due miliardi di persone. Poiché i pregiudizi si possono superare, gli alimenti a base di insetti iniziano timidamente a farsi vedere anche in Europa. Dopotutto, sono una fonte di proteine ottima, a buon mercato, ecologicamente sostenibile e, dal mio punto di vista, preferibile per motivi etici a mammiferi, uccelli e pesci. Anche gli insetti possono essere considerati animali senzienti, ma se devo scegliere tra il sacrificare una mucca (o un pollo, o un pesce) e un insetto, preferisco l’insetto. Continua la lettura di Insetti: cibo del futuro anche per cani e gatti?

I gatti possono bere il latte?

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Dipende. Iniziamo a considerare i gatti adulti: il latte è un alimento di cui il loro organismo non ha alcun bisogno. Tuttavia alcuni gatti lo amano molto, e non vi è nulla di male ad offrirne un po’ ogni giorno. Non deve però rappresentare la maggior parte della dieta quotidiana perché non è un alimento bilanciato per i gatti adulti. Se il gatto ha problemi di sovrappeso è consigliabile utilizzare quello magro. Questo alimento ha infatti un’elevata percentuale di grasso e può contribuire a problemi di obesità nei gatti sedentari.

Alcuni gatti però non riescono a digerire bene il latte e appena ne bevono un po’ presentano diarrea. Ciò accade perché hanno perso la capacità di produrre l’enzima lattasi che digerisce lo zucchero del latte, il lattosio, scindendolo nei due componenti gluscosio e galattosio. Il lattosio arrivato nell’intestino fermenta per opera della flora intestinale e causa diarrea (non grave e in grado di cessare spontaneamente appena si smette di offrire il latte). La soluzione in questo caso è di dare al gatto solo latte delattosato (in cui il lattosio è già scisso nei suoi componenti); si tratta di un prodotto comunemente in vendita nei supermercati per le persone intolleranti al lattosio. Ad alcuni gatti il sapore può piacere meno del latte “regolare” ma non causa alcun disturbo intestinale. Lo yogurt può eventualmente essere consumato senza problemi dai gatti intolleranti al latte, perché  il lattosio è già stato scisso dai batteri . Continua la lettura di I gatti possono bere il latte?

Non lasciate i gatti bianchi al sole

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E’ ormai noto che il sole fa male alla pelle, e non solo perchè fa venire le rughe: le radiazioni ultraviolette sono in grado di indurre tumori cutanei. Questo problema interessa anche i gatti che hanno orecchie, palpebre, labbra e naso bianchi: in queste zone il pelo non offre sufficiente protezione alla cute non pigmentata. I raggi ultravioletti possono quindi agire indisturbati danneggiando le cellule cutanee e inducendo lo sviluppo di un tumore molto maligno, il carcinoma squamocellulare.

Occorrono anni perchè il tumore si manifesti (in genere compare intorno ai 12 anni), ma quando si forma procede inesorabilmente erodendo i tessuti colpiti. Purtroppo la terapia prevede un’ampia asportazione chirurgica del tumore, il che significa l’amputazione del padiglione auricolare o la ricostruzione facciale per operare su naso, labbra o palpebre. Senza intervento, e a volte nonostante l’intervento, la morte è inevitabile. Continua la lettura di Non lasciate i gatti bianchi al sole

Gatti, conigli, toxoplasmosi e gravidanza: facciamo chiarezza

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Capita troppo spesso che medici e ginecologi spingano le donne in gravidanza a “liberarsi” (letteralmente) di gatti e persino conigli di casa facendo dell’ingiustificato terrorismo psicologico, con la minaccia di gravi conseguenze per il nascituro a causa della possibilità di contrarre la toxoplasmosi dai propri animali. Questo atteggiamento sconsiderato è frutto di un’ignoranza ingiustificabile che crea angoscia alla madre e un trattamento crudele e irresponsabile verso gli animali.

Vediamo ora perché allontanare questi pet è assurdo, distinguendo tra conigli e gatti.

Per quanto riguarda il coniglio, questo animale può, in rari casi, ammalarsi di toxoplasmosi, ma non è in grado di trasmetterla se non consumando le sue carni (poco cotte), pensiero che dovrebbe suscitare un giusto ribrezzo. Il coniglio di casa eventualmente infestato non può in alcun modo trasmettere il parassita alle persone o ad altri animali conviventi, se non viene mangiato (!!).

Per quanto riguarda il gatto, esso è la specie in cui il parassita, Toxoplasma gondii, svolge il suo ciclo completo causando di solito una malattia di modesta gravità, autolimitante. Il parassita lascia il suo ospite attraverso le feci, cosa che avviene per un tempo limitato (circa tre settimane) per poi cessare. Prima che il contatto con queste feci possa infestare un altro animale o una persona, le feci devono restare nell’ambiente per 2-3 giorni. Ecco dunque che bastano semplici precauzioni per  evitare qualunque pericolo di contrarre la malattia (cosa che comunque deve preoccupare solo le donne sieronegative). La toxoplasmosi non si contrae carezzando il gatto di casa, ma venendo a contatto con le feci di un gatto infestato rimaste nell’ambiente per alcuni giorni. La principale fonte di contagio per le donne in gravidanza è rappresentata dal consumo di carne poco cotta. Per maggiori informazioni sulla toxoplasmosi del gatto e il modo di evitare i pericoli leggete questo articolo.

Ai medici che credono che sia necessario liberarsi di gatti e conigli, fate leggere questo articolo presente sul sito epicentro.iss.it a cura del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute.

Zecche: facciamo il punto

Le zecche sono parassiti di cani e gatti particolarmente temuti perché possono trasmettere gravi malattie parassitarie, batteriche e virali (anche alle persone) tramite la saliva che inoculano nel malcapitato ospite. Per questo è bene avere le idee chiare su come combatterle.

Sulle zecche circolano curiose dicerie, completamente infondate, ad esempio:

  • Prima di togliere la zecca è necessario applicare su di essa vaselina, olio, benzina o altre sostanze per indurla a staccarsi. Non solo è del tutto inutile, ma può causare danni in quanto la zecca, irritata, può inoculare nell’ospite saliva o rigurgitare il contenuto intestinale e con ciò veicolare agenti patogeni.
  • Per togliere le zecche infisse sulla cute è necessario utilizzare specifiche “pinze da zecche”. In realtà qualunque pinzetta, anche da ciglia, è perfettamente adatta allo scopo, anche se sono preferibili pinzette sottili.
  • Le zecche si infilano sotto la pelle. Niente di più falso: le zecche infiggono sulla pelle il loro rostro, con cui rimangono saldamente ancorate, ma non scavano gallerie sotterranee.
  • Per togliere la zecca la si deve ruotare in senso antiorario (od orario, secondo la fonte e la fantasia). Il rostro non va “svitato” come il tappo di un barattolo, non è filettato!

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Se il gatto aggredisce durante le coccole

Può capitare che mentre si coccola tranquillamente il gatto, questo improvvisamente si gira ad aggredire la mano che lo carezza e scappa via. A cosa è dovuto questo atteggiamento apparentemente incomprensibile (e piuttosto frustrante)?

Non si tratta in realtà di un comportamento patologico: i gatti sono animali meno socievoli di cani e umani e normalmente il contatto fisico tra loro è molto limitato e consiste nel leccarsi reciprocamente e riposare uno accanto all’altro. Ogni gatto ha una sua personalità: mentre alcuni gatti vorrebbero farsi coccolare all’infinito, altri hanno una limitata tolleranza al contatto fisico, che se supera una certa soglia diventa irritante. Immaginiamo che qualcuno ci dia una carezza in testa: la cosa può essere simpatica, ma se continua a farlo per diversi minuti diventa seccante e chiederemmo di smettere. Il gatto questo lo fa mordendo e graffiando una volta raggiunta la soglia di tolleranza. Continua la lettura di Se il gatto aggredisce durante le coccole

La sterilizzazione di cagna e gatta: come, quando e perchè

La sterilizzazione nella cagna e nella gatta è una delle cure principali per la loro salute. I benefici di questo intervento non si limitano alla prevenzione delle gravidanze e quindi al fatto di non contribuire alla sovrappopolazione di cani e gatti (purtroppo canili e rifugi vari sono sempre stracolmi di animali abbandonati che non verranno mai adottati), ma comportano notevoli vantaggi per la salute.

Come

La sterilizzazione si effettua asportando chirurgicamente in anestestia generale le ovaie e a volte anche l’utero. Negli animali giovani è sufficiente asportare le ovaie, perchè successivamente l’utero si atrofizza. Nelle cagne e nelle gatte che hanno già qualche anno è preferibile asportare anche l’utero, perchè potrebbe avergià subito delle alterazioni.

Quando

La sterilizzazione va fatta preferibilmente a circa sei mesi di età, quando l’animale è abbastanza sviluppato ma non ha ancora avuto il primo calore. In questo modo si ha il grandissimo vantaggio di prevenire i tumori della mammella, il cui sviluppo è indotto dalla presenza degli ormoni sessuali prodotti dalle ovaie.

Una cagna o una gatta sterilizzate prima del primo calore hanno quasi zero probabilità di sviluppare i tumori mammari.

Perchè Continua la lettura di La sterilizzazione di cagna e gatta: come, quando e perchè

La leucemia felina, una malattia da non trascurare

FeLVLa leucemia felina (abbreviata in FeLV), è una malattia virale del gatto molto grave. Il gatto che si infetta può riuscire ad eliminare spontaneamente il virus, ma se si ammala è purtroppo destinato a morire perchè non c’è alcuna cura. Il virus colpisce il midollo osseo, il tessuto che produce le cellule immunitarie, causando immunodepressione e lasciando il gatto suscettibile alle infezioni batteriche; i gatti infetti in media muoiono entro tre anni dalla diagnosi. Poiché l’infezione si trasmette principalmente con la saliva, la malattia è comune nei gatti maschi non sterilizzati, in quanto sono particolarmente inclini a lottare tra loro per il territorio e quindi a mordersi. Nei gatti randagi testati presso il nostro ambulatorio la positività al virus FeLV è circa del 50%. I gatti di casa possono facilmente infettarsi se vengono a contatto con i gatti di strada, in particolare i maschi. Per difenderli da questa terribile malattia possiamo fare tre cose: Continua la lettura di La leucemia felina, una malattia da non trascurare

Gatti vegetariani? Meglio di no

A molti vegani farebbe piacere che anche i gatti potessero mangiare senza danneggiare altri animali. Purtroppo ciò non è proprio possibile senza gravi danni per la loro salute. Noi umani possiamo fare questo tipo di scelta perché per noi è perfettamente salutare, ma il gatto non è un onnivoro, è un carnivoro puro. Significa che il suo organismo è fatto per assimilare alimenti di origine animale e non può vivere con una dieta vegetariana. Il cane si è evoluto dall’antenato lupo convivendo con l’uomo e condividendo la sua dieta onnivora; per il cane una dieta vegetariana, se attentamente formulata da un esperto nutrizionista, può essere possibile, ma per il gatto rappresenta una forzatura inaccettabile. Continua la lettura di Gatti vegetariani? Meglio di no