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Denuncia di possesso di Trachemys scripta

Trachemys scripta tartaruga palustre americanaDal 14 febbraio 2018 è entrato in vigore il  Decreto Legislativo n. 230 del 15 dicembre 2017, pubblicato in G.U. il 30 gennaio 2018. Tale Decreto stabilisce che chi detiene uno o più esemplari di specie esotiche inclusi negli elenchi delle specie esotiche invasive è tenuto a farne denuncia al Ministero dell’Ambiente entro il 13 agosto 2018.

In questo elenco è compresa Trachemys scripta, la comune tartaruga palustre americana (da notare che ciò riguarda tutte le sottospecie, non solo la classica T. scripta elegans, la tartaruga dalle orecchie rosse, ibridi compresi). Pertanto dal 14 febbraio 2018 per gli esemplari di Trachemys scripta sono vietati:

    • La riproduzione
    • Il trasporto
    • L’acquisto
    • La vendita e/o lo scambio
    • La detenzione
    • Il rilascio  in natura

 

Chi possiede una o più Trachemys scripta come deve comportarsi?

Per chi già possiede queste tartarughe può continuare a tenerle ma deve denunciarne il possesso, dichiarando che ha preso ogni provvedimento per evitarne la riproduzione, la fuga e che le custodirà fino alla loro morte. Per evitare la riproduzione, per chi ha esemplari di entrambi i sessi, sono possibili vari metodi: distruzione delle uova, separazione dei sessi, assenza di una zona emersa adatta a scavare i nidi. Continua la lettura di Denuncia di possesso di Trachemys scripta

Tartarughe di terra, cosa sapere prima di adottarle

tartarughe di terra

Le tartarughe di terra sono animali affascinanti e l’idea di ospitarle nel proprio giardino può essere allettante. Questa decisione però non va presa alla leggera: ci sono tantissime cose da sapere prima effettuare questa scelta, per non commettere errori e per offrire a questi rettili un ambiente adatto. Le tartarughe terrestri più comuni in vendita sono Testudo hermanni, una delle tartarughe mediterranee. Meno comunemente si trovano T. graeca e T. marginata.

Origine legale

Testudo hermanni, T. graeca (secondo la provenienza, però) e T. marginata sono originarie dell’Italia o di paesi che hanno lo stesso clima, e sono perciò le tartarughe più indicate da ospitare nei nostri giardini.
La prima cosa da sapere è che il possesso e la cessione di queste tartarughe di terra è rigidamente regolamentato da diverse leggi. Ogni tartaruga deve avere un documento (CITES) che ne documenta l’origine legale e gli deve essere stato inserito un microchip simile a quello dei cani; una tartaruga priva di CITES non può essere “messa in regola” e il suo possesso è un reato penale che comporta inoltre il sequestro del rettile e forti multe. Pertanto, è importante adottare solo Testudo mediterranee di provenienza legale e dotate di regolare documentazione. L’acquisto può avvenire nei negozi che trattano rettili o da allevatori privati che vendono i piccoli nati in cattività. La regola vale anche se le tartarughe vengono cedute gratuitamente. Continua la lettura di Tartarughe di terra, cosa sapere prima di adottarle

La longevità delle tartarughe

Le tartarughe sono rettili eccezionalmente longevi. La comune tartaruga d’acqua dolce può superare i 30 anni, le grandi tartarughe marine vivono 80-100 anni e le nostre tartarughe di terra possono superare i 100-150 anni di vita, se non intervengono malattie e incidenti.
Il record di longevità documentata spetta ad una Geochelone gigantea, Adwaita, che ha raggiunto 255 anni di vita.

Adwaita, la tartaruga ultra bicentenaria

La spiegazione scientifica di questo affascinante fenomeno sta nella cosiddetta “senescenza trascurabile”. Consiste nel fatto che le cellule di questi rettili non sono soggette ai danni che si accumulano con il tempo per cui si mantengono sempre “giovani” e pienamente funzionali; i loro organi interni rimangono perfettamente efficienti anche con il passare degli anni, al contrario di quanto purtroppo accade ai mammiferi (uomo compreso). Neppure la capacità riproduttiva diminuisce con il passare degli anni. Continua la lettura di La longevità delle tartarughe

Primavera, iniziano i traumi per le tartarughe

tagliaerba

Con il risveglio dal letargo, le tartarughe ricominciano a vagare per il giardino e i veterinari con regolarità sconfortante ricominciano a vedere in ambulatorio questi rettili con la corazza devastata da traumi. I pericoli a cui sono soggette le tartarughe domestiche sono sempre gli stessi, completamente prevenibili con un po’ di attenzione ma sempre ricorrenti: tagliaerba, automobili e cani.

Se abbiamo delle tartarughe libere, prima di azionare il tagliaerba è necessario radunarle tutte in un luogo sicuro; se una o più mancano all’appello meglio attendere a sistemare il giardino. La cosa migliore sarebbe recintare un ampio spazio tutto per loro, ben soleggiato ma con una parte in ombra, in cui lasciare che le piante crescano liberamente. Sono infatti le piante di campo e l’erba l’alimento di cui hanno bisogno, senza aggiunta di altro a parte l’acqua da bere.

Per quanto riguarda i cani, si deve impedire loro di arrivare a contatto con le tartarughe: molti non esitano a dilaniarle come fossero ossi succulenti. Anche cani che le hanno ignorate per anni a volte di punto in bianco decidono di rosicchiarsele per bene. Se vogliamo tenere tartarughe è meglio rinunciare ai cani, e viceversa. L’alternativa è una recinzione assolutamente sicura, che impedisca il contatto tra le due specie. Continua la lettura di Primavera, iniziano i traumi per le tartarughe

I rettili hanno bisogno di compagnia?

rettili-compagnia-2In generale, i rettili in natura non vivono in gruppo: conducono una vita solitaria e si cercano solo al momento della riproduzione (e dopo l’accoppiamento, ognuno prosegue per la sua strada) sebbene a volte condividano lo stesso habitat per ragioni alimentari o di opportunità. In cattività costringere a convivere nello stesso ristretto ambiente del terrario (o del giardino) diversi soggetti può rappresentare uno stress notevole. Di per sé la cattività è già un fattore di stress per l’organismo dei rettili, in quanto l’ambiente artificiale e il confinamento in spazi angusti non può mai eguagliare l’ambiente selvatico: l’aggiunta di un ulteriore fattore di stress non è certo di aiuto. Lo stress è un fenomeno fisiologico che abbassa le difese immunitarie, rendendo l’organismo più debole e suscettibile a una varietà di malattie. Si possono inoltre verificare lotte o competizioni per il cibo e la fonte di acqua e di calore, destinando i soggetti più deboli o sottomessi a deperire lentamente. Continua la lettura di I rettili hanno bisogno di compagnia?

Come prevenire le lesioni alla corazza nelle tartarughe

turtle

Molti credono la corazza rappresenti per le tartarughe una difesa impenetrabile che le protegge da ogni sorta di trauma, ma la realtà è molto diversa. La corazza può essere paragonata al cranio, una struttura relativamente solida ma che si può ledere in caso di traumi. Come il nostro cranio, non è un involucro indistruttibile, ma un tessuto vivo, un vero e proprio scheletro esterno e, in quanto tale, capace di subire lesioni e fratture. È in grado di proteggere le tartarughe dai traumi e dalle aggressioni in modo molto efficace nel loro ambiente naturale; in quello domestico, invece, i pericoli che mettono a repentaglio la sua integrità sono numerosi.

Conoscere i pericoli a cui può andare incontro la tartaruga è il primo passo per ripensare all’ambiente in cui vive e prevenire i potenziali rischi, perché come sempre la prevenzione è sempre la strategia migliore e quando il danno è fatto spesso è molto grave se non irreversibile. Continua la lettura di Come prevenire le lesioni alla corazza nelle tartarughe

Topi e ratti, un pericolo per le tartarughe

tarta e ratto

Uno dei pericoli più gravi e insidiosi per le tartarughe terrestri è l’attacco da parte di topi e ratti selvatici. Questi roditori sono in grado di rodere gli arti e la corazza e causare lesioni gravi, invalidanti e spesso mortali, anche a tartarughe adulte rinchiuse nel guscio. I poveri e indifesi rettili vengono letteralmente mangiati vivi, perché per istinto quando si sentono aggrediti non conoscono altra difesa che restare retratti nella corazza, diventando facile preda dei roditori affamati.

Queste aggressioni avvengono in due circostanze: durante la notte oppure durante il letargo. Possono verificarsi inaspettatamente, ai danni di tartarughe che hanno vissuto per anni nello stesso giardino senza aver mai subito alcun attacco, oppure ripetersi periodicamente. Questo fatto ci dice due cose importanti. 1. Mai escludere a priori che le tartarughe possano venire aggredite dai roditori (salvo avere dei gatti abili cacciatori). 2. Se vi è stato un attacco una volta, dare per assodato che potrà verificarsi ancora e prendere provvedimenti per evitarlo. Continua la lettura di Topi e ratti, un pericolo per le tartarughe

Ho trovato una tartaruga!

T. hermanni 84

Può capitare di imbatterci in una tartaruga  lungo una strada, in un campo o da qualche altra parte. Come dobbiamo comportarci?

Le cose cambiano a seconda che si tratti di una tartaruga terrestre o una tartaruga d’acqua dolce, se l’esemplare è sano oppure è ferito, se lo troviamo in una zona che ne può mettere in pericolo l’incolumità (ad esempio vicino a una strada) o in mezzo ad un bosco.

Per prima cosa sarebbe utile sapere di che specie si tratta, o almeno se è una tartaruga di terra o d’acqua dolce, perché le cose dal punto di vista legale cambiano molto. In linea di massima le possiamo facilmente distinguere osservando le zampe. Le tartarughe terrestri hanno arti tozzi, ricoperti di scaglie evidenti. Le tartarughe semiacquatiche hanno zampe palmate. Continua la lettura di Ho trovato una tartaruga!

Il cane non è il miglior amico delle tartarughe

cane e tartaruga

Vale a dire: o si tengono cani o si tengono tartarughe. Gli incidenti dovuti a cani che aggrediscono le tartarughe di casa sono così numerosi, e gravi, da sconsigliare decisamente di far convivere i due tipi di animali.

La corazza delle tartarughe è un tessuto vivo, molto vascolarizzato, come sanno bene i cani che hanno avuto occasione di avere una tartaruga sotto i denti. Per i cani la tartaruga è un osso succulento che non esitano a rosicchiare se ne hanno la possibilità. Neppure recinzioni e catene si dimostrano mezzi sufficienti a tenere i cani lontani da questi rettili: molti episodi traumatici si verificano proprio con cani teoricamente isolati dalle tartarughe. Spesso l’aggressione si verifica con cani abituati a convivere con le tartarughe da anni, e che improvvisamente iniziano a giocarci e a roderne la corazza. Non si sa il motivo per cui un cane che ha ignorato la tartaruga per anni un bel giorno decide di dilaniarla, forse per noia.

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Il risveglio dal letargo delle tartarughe terrestri

Chi possiede delle tartarughe di terra alla fine dello scorso autunno le avrà viste interrarsi in giardino per iniziare il letargo invernale. Le tartarughe, infatti, come tutti i rettili dipendono dal calore del sole per fornire energia al loro metabolismo, e con il freddo non riuscirebbero a sostenere le loro attività fisiologiche. Sprofondate nel terreno, le tartarughe restano in una sorta di animazione sospesa, rallentando il metabolismo all’estremo e sopravvivendo grazie alle riserve corporee accumulate alimentandosi durante il periodo caldo e all’acqua accumulata nella vescica.

Quando, in primavera, la temperatura ambientale risale sopra i 10°C, l’organismo del rettile inizia a rimettersi in moto. Il letargo non è un tranquillo sonno invernale, ma un periodo potenzialmente molto rischioso se non si svolge in maniera ottimale. Se la temperatura è rigida, arrivando a zero gradi o meno, i tessuti si congelano causando danni di vario grado, come paralisi, cecità, lesioni cerebrali. Continua la lettura di Il risveglio dal letargo delle tartarughe terrestri