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Quanto vivono i pappagalli

quanto vivono i pappagalli

Quanto vivono i pappagalli? In generale, i pappagalli sono longevi e invecchiano lentamente, nonostante il loro rapido metabolismo. A parte le tartarughe, non ci sono altri animali da compagnia che possono sopravvivere ai loro proprietari in termini di longevità, ed è un pensiero da tenere a mente. Comprando un giovane ara o amazzone è bene già pensare a chi lasciarlo quando non ci saremo più! Inoltre, animali tanto longevi vanno accuditi con amore per tutta la durata della loro vita, cosa che richiede impegno e dedizione e una ponderata pianificazione prima dell’acquisto.

Ovviamente non tutti i pappagalli raggiungono la loro piena aspettativa di vita. È necessario che le cure a loro riservate siano ottimali, a partire dall’alimentazione che è il principale fattore per garantire una vita lunga e sana. Di certo una dieta basata esclusivamente sui semi abbrevia di molti anni la vita dei pappagalli. In aggiunta a un’alimentazione varia e di qualità, un altro fattore è un ambiente sicuro che eviti al pappagallo di incorrere in incidenti, avvelenamenti e fughe. Altrettanto importante è l’osservazione attenta dell’animale, per cogliere subito eventuali segni di malattia. I pappagalli, in quanto animali da preda, tendono a mascherare i segni di malessere, che si rendono evidenti solo quando la malattia è  molto avanzata. Continua la lettura di Quanto vivono i pappagalli

Il comportamento di foraggiamento nei pappagalli

foragingI pappagalli, come gli uccelli in generale, presentano un comportamento naturale che si chiama comportamento di foraggiamento. Come dice il nome, è un’attività che consiste nella ricerca del cibo e che tiene occupato l’animale come minimo sei ore al giorno ma spesso molto di più. I pappagalli in cattività hanno sempre a disposizione ciotole ripiene di cibo nutriente e non richiedono più di 20-30 minuti per nutrirsi. È evidente che rimangono parecchie ore in cui questi animali non sanno cosa fare e si annoiano, con evidenti ripercussioni negative a livello psicologico e la possibile insorgenza di problemi comportamentali. Un pappagallo che non sa cosa fare e che non ha una sufficiente interazione con i membri della famiglia può iniziare a impiegare un tempo eccessivo nella pulizia delle penne, arrivando a sviluppare una sindrome da autodeplumazione (strappamento delle penne), un problema molto comune nei pappagalli in cattività. Continua la lettura di Il comportamento di foraggiamento nei pappagalli

Gli uccelli e il trucco del riflesso di conservazione

Gli uccelli hanno la fama di essere creature delicate, che muoiono facilmente appena si ammalano o che addirittura possono morire senza motivo. In realtà non è affatto così, ma  purtroppo questi animali non mostrano i segni di malattia come fanno cani e gatti; al contrario, hanno la caratteristica di nascondere sintomi come letargia, abbattimento e mancanza di appetito che normalmente accompagnano le fasi iniziali di un processo patologico. In questo modo nascondono malattie gravi fino a quando queste sono a uno stadio avanzato.

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Gli uccelli ammalati fanno ogni sforzo per apparire normali, soprattutto se osservati, fino a quando non stanno così male da non riuscire più a nasconderlo.

Questo comportamento peculiare, detto riflesso di conservazione, si spiega con la necessità di non attirare l’attenzione di potenziali predatori rivelando loro di essere una facile preda. I predatori infatti in un gruppo di potenziali prede puntano di preferenza i soggetti che appaiono in condizioni fisiche peggiori, più facili da catturare. Continua la lettura di Gli uccelli e il trucco del riflesso di conservazione

Canarini: 6 miti da sfatare

canarini

I canarini possono vivere in una gabbietta

Capita spesso di vedere dei canarini rinchiusi in una gabbietta minuscola, che consente a mala pena di allargare le ali. Tenere un uccellino rinchiuso in uno spazio piccolissimo è sbagliato, perché volare è un’attività importante per il suo benessere sia fisico che mentale. La gabbia deve essere più ampia possibile, sviluppata in orizzontale per permettere al canarino di compiere almeno dei brevi voli.

canarino in volo

L’insalata fa male ai canarini

L’integrazione della dieta con verdure fresche e frutta è indispensabile. Le miscele di semi secchi non sono complete e bilanciate: sebbene i canarini si nutrano principalmente di semi, quelli assunti in natura, freschi e ancora ricchi di sostanze nutritive, sono ben superiori a quelli commerciali, conservati non si sa come e non si sa da quanto. I semi poi sono molto ricchi di grassi ma poveri di vitamine, mentre queste ultime abbondano nei vegetali freschi. Tra le verdure che si possono offrire, l’insalata va benissimo. Continua la lettura di Canarini: 6 miti da sfatare

L’anello alla zampa, possibile pericolo per gli uccellini

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Siamo così abituati a vedere l’anellino alle zampe dei canarini e delle cocorite che non ci facciamo caso, come se fossero parte integrante dell’animale. In realtà l’anellino, che viene applicato dall’allevatore i primi giorni di vita, può causare gravi danni alla zampa. Può infatti accadere che le scaglie dell’arto, che periodicamente vengono eliminate, si accumulino sotto l’anellino fino ad occupare tutto lo spazio. Pian piano l’accumulo arriva a stringere la zampa, ostacolando la circolazione del sangue. A questo punto le dita si gonfiano e l’uccellino manifesta il disagio smettendo di appoggiare il piede. Con il tempo la circolazione si blocca completamente e i tessuti del piede muoiono: la zampetta si mummifica.

Questo anellino inizia a stringere la zampa
Questo anellino inizia a stringere la zampa

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Il vostro pappagallo dorme abbastanza?

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Un aspetto spesso trascurato della gestione dei pappagalli pet è un adeguato periodo di sonno. Come un buon sonno è indispensabile per la salute psicofisica delle persone, altrettanto lo è per i pappagalli. Dormire è l’attività che occupa la maggior parte del tempo nei pappagalli allo stato selvatico; la loro attività quotidiana inizia con la prima luce del giorno e termina al tramonto. Questi uccelli hanno bisogno di un sonno ininterrotto di almeno 10 ore. Le specie tropicali e sub-tropicali, come le are, in natura hanno un fotoperiodo di 12 ore, vale a dire che stanno 12 ore alla luce, ma per 12 ore sono al buio e durante queste ore dormono.

La deprivazione del sonno è un grande problema per i pappagalli pet e può causare o contribuire a molti problemi comportamentali, tra cui lo strappamento delle penne.

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Il prezzemolo non è velenoso!

conigli prezzemolo

Sfatiamo un mito duro a morire ma del tutto privo di fondamento scientifico: il prezzemolo non è velenoso per gli uccelli né per i conigli o i roditori, come non lo è per le persone. Ovviamente, come sempre quando si parla di cibo, non deve essere somministrato in modo esclusivo o in percentuali rilevanti per lunghi periodi. Questo però è vero per qualunque alimento: quasi tutto contiene sostanze che in dosi eccessive possono essere tossiche (persino certe vitamine a dosi elevate sono pericolosissime!).

Il prezzemolo, somministrato in quantità moderata come parte di un’alimentazione sana e varia, è un’ottima integrazione della dieta di questi animali. È ricco di vitamine A, C e K, diverse vitamine del gruppo B, calcio, ferro, magnesio, potassio e manganese. La ricchezza in vitamina C (superiore a quanta ne è contenuta nelle arance) ne fa un alimento particolarmente consigliato per le cavie, mentre per il contenuto in calcio ai conigli adulti va dato con moderazione. Continua la lettura di Il prezzemolo non è velenoso!

Tre semplici modi per controllare la salute dei pappagalli

I pappagalli, come gli uccelli in generale (ad eccezione dei rapaci), sono animali da preda. Poiché i predatori puntano alle prede più facili, come gli animali malati, gli uccelli hanno elaborato una strategia per sfuggire alle attenzioni di chi li vuole mangiare quando non stanno bene: fingono di essere in salute. Perciò un pappagallo ammalato cercherà di nascondere il suo malessere comportandosi in modo normale quando viene osservato: fingerà di essere attivo e, in particolare, di mangiare. Gli uccelli ammalati sembra che si alimentino normalmente perché vanno alla vaschetta del cibo e lo prendono nel becco, ma per lo più lo fanno cadere a terra. Continua la lettura di Tre semplici modi per controllare la salute dei pappagalli

Gli uccelli hanno davvero bisogno di grit?

E’ una pratica abituale lasciare a disposizione degli uccelli del grit (materiale costituito da minuscoli sassolini) per aiutare la digestione. Ma è davvero necessario o utile?

Esistono due tipi di grit, uno solubile (digeribile) e uno non solubile (indigeribile). Quello solubile, come ad esempio i gusci di conchiglie sbriciolati, viene dissolto nell’apparato digerente e non è utile per la digestione, ma dovrebbe servire come fonte di calcio, anche se in realtà il suo assorbimento è assai scarso. Il grit insolubile è composto da piccoli cristalli di silice; rimane nello stomaco e aiuta a digerire l’alimento con un’azione di “macina”. Gli uccelli non hanno denti e ingeriscono il cibo senza masticarlo, anche se i pappagalli e i passeriformi (come i canarini) sgusciano i semi con il becco prima di ingoiarli. La digestione avviene principalmente per opera degli enzimi digestivi. I colombi, invece, ingeriscono i semi interi, senza sgusciarli, e ingeriscono delle pietruzze per aiutarsi nella digestione. Continua la lettura di Gli uccelli hanno davvero bisogno di grit?