Quanto vivono i pappagalli

quanto vivono i pappagalli

Quanto vivono i pappagalli? In generale, i pappagalli sono longevi e invecchiano lentamente, nonostante il loro rapido metabolismo. A parte le tartarughe, non ci sono altri animali da compagnia che possono sopravvivere ai loro proprietari in termini di longevità, ed è un pensiero da tenere a mente. Comprando un giovane ara o amazzone è bene già pensare a chi lasciarlo quando non ci saremo più! Inoltre, animali tanto longevi vanno accuditi con amore per tutta la durata della loro vita, cosa che richiede impegno e dedizione e una ponderata pianificazione prima dell’acquisto.

Ovviamente non tutti i pappagalli raggiungono la loro piena aspettativa di vita. È necessario che le cure a loro riservate siano ottimali, a partire dall’alimentazione che è il principale fattore per garantire una vita lunga e sana. Di certo una dieta basata esclusivamente sui semi abbrevia di molti anni la vita dei pappagalli. In aggiunta a un’alimentazione varia e di qualità, un altro fattore è un ambiente sicuro che eviti al pappagallo di incorrere in incidenti, avvelenamenti e fughe. Altrettanto importante è l’osservazione attenta dell’animale, per cogliere subito eventuali segni di malattia. I pappagalli, in quanto animali da preda, tendono a mascherare i segni di malessere, che si rendono evidenti solo quando la malattia è  molto avanzata. Continua la lettura di Quanto vivono i pappagalli

I buoni motivi per tenere il cane a guinzaglio

cane al guinzaglio

Ci sono diversi buoni motivi per tenere il cane a guinzaglio quando è all’aperto.

Lo dice la legge

Per legge, i cani portati nei luoghi aperti al pubblico (bar, negozi, ecc.) devono avere il guinzaglio (o la museruola). Nei luoghi pubblici, invece, come uffici comunali, musei ecc. occorre che il cane indossi sia il guinzaglio che la museruola. La regola vale anche negli spazi comuni condominiali: non si può lasciare il cane libero di girare dove vuole. Il guinzaglio non deve essere più lungo di 1,50 metri, quindi i guinzagli allungabili devono essere bloccati. Il guinzaglio può essere tolto negli spazi per i cani o fuori dagli spazi urbani. La museruola va sempre portata con sé e messa al cane in caso di necessità.

Responsabilità civile e penale

Qualunque guaio, piccolo o grande, combina il cane, ne è pienamente responsabile in sede civile e penale chi lo ha in custodia al momento, anche se non è il proprietario. È quindi importante avere sempre il pieno controllo dell’animale quando lo si ha a guinzaglio. Va sottolineato che chi porta fuori un cane deve avere la capacità di tenerlo sotto controllo: non va affidato ad un bambino un cane disobbediente e irrequieto e una persona minuta non deve uscire sola con un cane di grande taglia.

cane al guinzaglio Continua la lettura di I buoni motivi per tenere il cane a guinzaglio

Come ridurre l’odore del furetto

Il furetto ha tantissime qualità come pet, ma l’odore che emana non rientra tra queste. L’odore del furetto dipende dalla presenza di ghiandole cutanee che, sotto l’influenza degli ormoni sessuali, producono sostanze molto odorose. Per questo motivo l’odore del furetto si manifesta in modo intenso dopo la maturità sessuale ed è più intenso nei maschi, soprattutto durante la stagione riproduttiva. Ci sono tre cose da fare perché il furetto abbia un odore accettabile, la prima delle quali è la più importante.

1. Sterilizzazione

Per riportare l’odore del furetto a un livello accettabile è indispensabile la sterilizzazione (in entrambi i sessi). In questo modo cessa l’azione degli ormoni sessuali. È efficace sia la sterilizzazione chimica che quella chirurgica (ricordiamo che la sterilizzazione nei furetti è indispensabile per la loro salute). Questa procedura riduce l’odore del furetto del 90%. Un minimo di odore è inevitabile e se non risulta accettabile è bene non scegliere il furetto come pet. Continua la lettura di Come ridurre l’odore del furetto

12 errori comuni nell’alimentazione del coniglio

La corretta alimentazione del coniglio è fondamentale per assicurargli longevità e salute. Nessun altro aspetto della sua gestione è altrettanto importante ed è facile commettere errori. Vediamo quindi quali sono gli sbagli principali da evitare.

Non offrire abbastanza fieno

Il fieno deve essere la base dell’alimentazione del coniglio e deve essere disponibile tutto il tempo in quantità illimitata. Il fieno deve essere fresco, di ottima qualità e pulito, perché il fieno calpestato e sporco di feci o urine non viene consumato. Sono adatti anche i blocchetti di fieno pressato, in aggiunta al fieno sciolto.

Il fieno di erba medica è controindicato perché troppo ricco di calcio e proteine, mentre sono adatti tutti i tipi di graminacee.

coniglio mangia fieno

Non dare erba se è disponibile

Avendo un giardino o un cortile, lasciate che l’erba cresca liberamente insieme alle piante di campo. Rappresentano l’alimentazione ideale del coniglio e garantiscono una dentatura sana e un intestino in piena forma. L’erba può essere raccolta o si può lasciare che il coniglio bruchi liberamente (purchè sempre guardato a vista per proteggerlo dai pericoli).  Si può anche far crescere l’erba in casa. L’erba può essere tranquillamente mangiata anche se bagnata, è un falso mito che faccia male. In natura i conigli brucano anche se piove, c’è brina, neve o rugiada.

Offrire troppe carote

Le carote hanno un elevato contenuto di zuccheri e se somministrate in quantità eccessiva possono contribuire all’obesità. Nei conigli che non sono in sovrappeso va bene somministrare una fettina di carota come premio giornaliero. Le foglie di carota sono invece un ottimo alimento per i conigli e possono essere offerte senza problemi.

Continua la lettura di 12 errori comuni nell’alimentazione del coniglio

Animali divertenti

animali divertenti 009
animali divertenti 008
animali divertenti 005
animali divertenti 001
animali divertenti 007
animali divertenti 002
animali divertenti 003
animali divertenti 006
animali divertenti 019
animali divertenti 018
animali divertenti 017
animali divertenti 016
animali divertenti 015
animali divertenti 013
animali divertenti 011
animali divertenti 010
animali divertenti 004

Sette alimenti da non dare al cane durante le feste

Ci sono molti alimenti che è meglio non dare al cane durante le feste, anche se si vorrebbe farlo partecipe dell’atmosfera gioiosa. Premettiamo che il cane non dovrebbe essere ricompensato se mendica a tavola, in ogni periodo dell’anno, perché è una brutta abitudine che può danneggiare la sua salute, oltre a essere fastidiosa. Durante le feste, in particolare, nella nostra tavola abbondano alimenti che per i cani sono controindicati, pericolosi o tossici, o fanno ingrassare.

Alimenti da evitare

  1. Ossa. Le ossa fanno male ai cani per una serie di motivi. Possono danneggiare i denti, incastrarsi in bocca o nell’esofago, causare un’ostruzione intestinale, perforare l’intestino o causare costipazione. Sono controindicati tutti i tipi di ossa. Eventuali residui di carne vanno tolti dall’osso e dati separatamente, al momento del pasto del cane. Leggi anche questo articolo.

  2. Cotechino e zampone. Sono alimenti tipici delle feste fatti con alimenti grassi, salati e speziati. Possono causare al cane disturbi digestivi e persino una pancreatite, oltre ad essere molto calorici.

  3. Cioccolata. Nel cane è tossica: causa problemi digestivi e cardiaci. È tanto più pericolosa quanto maggiore è il contenuto in cacao, ossia più è amara. In un cane di piccola taglia una tavoletta di cioccolata amara è sufficiente a causare la morte.

  4. Pandori e panettoni. Oltre a essere alimenti inadatti ai cani e troppo calorici, possono “viziarlo” e creare brutte abitudini a mendicare o richiedere bocconcini speciali.

  5. Torrone. Zucchero, miele, frutta secca… Decisamente troppo calorico! Quello che per noi è un pezzettino, per il cane può essere come una stecca intera, con un relativo carico extra di calorie.

  6. Uva. Non si deve mai somministrare uva ai cani. Per motivi poco chiari in alcuni cani risulta tossica: bastano pochi chicchi per avvelenare un cane di media taglia, mentre altri cani possono mangiarla impunemente.

  7. Noci di macadamia. Sono comunemente vendute come frutta secca e sono molto buone, ma nei cani sono tossiche e causano debolezza, depressione, vomito, tremori e febbre. Il cane è l’unica specie in cui sono riportati questi sintomi e non si conosce il meccanismo che li causa.

Continua la lettura di Sette alimenti da non dare al cane durante le feste

Perché non si dovrebbero regalare animali per le feste

Perchè non regalare animali

Regalare un animale per le feste può essere una cosa bellissima e un dono gradito, ma spesso si può rivelare una pessima idea.

Un animale è sempre un impegno importante. Che sia un cane, un gatto, un coniglio, un criceto o un pesce rosso, si tratta di creature viventi che richiedono cure, attenzioni, tempo e passione. Chi riceve questo tipo di dono può all’inizio essere preso dalla novità, ma poi perdere interesse e trascurare l’animale. Questo è spesso il caso con i bambini, che possono rapidamente sviluppare nuovi interessi lasciando i genitori a doversi occupare del dono imprevisto. Inoltre gli animali sono un impegno a lungo termine: un gatto può vivere oltre 15 anni, un cane 12-15 anni, un coniglio 9-10 anni. Anche un piccolo criceto va accudito con attenzione e responsabilità per almeno 2-3 anni. Un animale non va comprato d’impulso e non va regalato per creare un momento di sorpresa ed eccitazione il giorno della festa, senza pensare all’impegno che comporterà per chi lo riceve. Continua la lettura di Perché non si dovrebbero regalare animali per le feste

Le medicine tossiche per i conigli

La fisiologia del coniglio è molto diversa da quella di cani e gatti, infatti medicine che si usano normalmente in queste specie possono essere tossiche nel coniglio. Per questo è importante evitare di dargli farmaci che non siano prescritti da un veterinario esperto in conigli da compagnia.

Molte medicine sono tossiche nel coniglioAntibiotici

Tra le medicine più pericolose nel coniglio vi sono alcune classi di antibiotici. Alcune specie di antibiotici sono in grado di alterare la flora intestinale del coniglio sopprimendo i batteri benefici e selezionando quelli patogeni. Tra questi, i più pericolosi sono i clostridi, in grado di produrre tossine così potenti da causare la morte prima ancora che si manifesti alcun sintomo. In casi meno gravi si può sviluppare diarrea accompagnata da malessere e mancanza di appetito.

Persino gli antibiotici contenuti in creme e pomate, applicate sulla pelle, possono risultare dannosi se il coniglio leccandosi li ingerisce.

Gli antibiotici da evitare assolutamente sono l’amossicillina, l’ampicillina, la penicillina somministrata per bocca, la clindamicina e la lincomicina, ma molti altri possono rappresentare un rischio. Continua la lettura di Le medicine tossiche per i conigli