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Il vostro coniglio mangia abbastanza?

coniglio mangia fieno

Può sembrare una domanda paradossale, visto che di norma i nostri animali, ben nutriti, viziati e coccolati, hanno il problema di riuscire a mantenere la linea per non diventare dei palloni. I veterinari si trovano spesso di fronte a pazienti un po’ troppo grassottelli se non francamente obesi. Il problema opposto è molto meno frequente, ma possibile. Capita di trovarsi di fronte a conigli perfettamente sani che, a dispetto di un appetito vorace, continuano a dimagrire senza causa apparente. Ebbene, dopo la visita clinica e dopo aver indagato a fondo le abitudini alimentari, il tipo di cibo fornito, la quantità e gli orari dei pasti, risulta che si tratta semplicemente di animali sottoalimentati. Il problema sta nel credere che il coniglio debba ricevere “una dose” di cibo, mentre dovrebbe avere sempre a disposizione  alimento in quantità illimitata (ovviamente di quello giusto, vale a dire fieno, erba e verdure).
Molte persone si chiedono quanto un coniglio dovrebbe mangiare; la risposta è: fin che vuole. Nutrirsi di cibi poveri dal punto di vista calorico come fieno, erba e vegetali comporta dover ingerirne in grande quantità e, infatti, i conigli nutriti così passano gran parte della giornata macinando cibo. Sottovalutare il fabbisogno nutritivo di questi animali può portare a una restrizione calorica importante e a uno stato di cachessia anche grave, prima di riuscire a capire che il coniglio si sta letteralmente consumando. Continua la lettura di Il vostro coniglio mangia abbastanza?

Falsi miti sul coniglio di casa

Falso mito 1. I conigli temono il freddo

Molte persone si preoccupano di tenere in casa i conigli durante l’inverno per paura che patiscano il freddo, mentre non si preoccupano se d’estate l’ambiente super i 30°C. In realtà, i conigli non temono affatto il freddo: la temperatura ideale per loro è di 16°C e possono divertirsi a correre all’aperto anche con 4°. In caso di neve, poi, il divertimento è ancora maggiore. Al contrario, la pelliccia e il corpo compatto, sommati all’assenza di ghiandole sudoripare, fa sì che tollerino male le temperature alte. Dobbiamo quindi preoccuparci della temperatura durante l’estate e proteggerli da possibili colpi di calore. L’aria condizionata è un valido alleato e non si deve temere di utilizzarla. In mancanza di questa, dovremo alloggiare il coniglio nella stanza più fresca e magari lasciare delle bottiglie piene di acqua fredda sul pavimento, contro una parete, in modo che vi si possa adagiare per trovare un po’ di refrigerio.

 

Falso mito 2. L’erba fa male ai conigli

Un falso mito davvero paradossale: l’erba è l’alimento naturale dei conigli, di cui si nutrono in maniera preponderante allo stato selvatico. L’erba e altre piante di campo sono ricche di fibra e richiedono una masticazione prolungata, cosa di cui ha bisogno il coniglio per avere una dentatura e un apparato digerente sani e ben funzionanti. Ciò che fa male ai conigli è semmai un cambio brusco di alimentazione, che non lascia alla flora intestinale il tempo di adeguarsi ai nuovi “ingredienti”. Se possiamo, durante la bella stagione offriamo ai nostri conigli erba fresca a volontà: sarà sicuramente molto gradita oltre che salutare.

 

Falso mito 3. I conigli devono mangiare mangimi… per conigli

Le miscele di semi, fiocchi di cereali, mais e frutta disidratata, vendute come mangime per conigli, sono deleterie per la salute di questi animali. Per prima cosa, determinano un’alterata masticazione, che con il tempo causa una malocclusione dentale irreversibile e progressiva. Inoltre la carenza di fibra di questi alimenti provoca problemi intestinali a volte molto gravi. Il loro eccesso calorico causa obesità, che a sua volta induce molti problemi di salute. La somministrazione di mangimi va assolutamente evitata nei conigli. Continua la lettura di Falsi miti sul coniglio di casa

A proposito di carote

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L’idea che i conigli debbano essere nutriti a carote è piuttosto diffusa e deriva probabilmente dai cartoni animati in cui Bugs Bunny (che comunque è una lepre) sgranocchia costantemente carote. È vero che i conigli (in generale, ma non tutti) adorano le carote, ma sono davvero adatte come alimento? In realtà le carote non sono molto indicate per l’alimentazione dei conigli pet a causa del loro elevato contenuto di zuccheri, circa 8 grammi per etto di peso (le mele, per fare un confronto, hanno 13-14 grammi di zuccheri per etto). Ne consegue che consumare molte carote favorisce l’obesità. Inoltre, se il coniglio si abbuffa di carote limita l’assunzione di alimenti più ricchi di fibra, come fieno ed erba, che dovrebbero essere la base della sua dieta. Questo può portare a disturbi digestivi per carenza di fibra, come la stasi intestinale. È vero invece che le foglie di carota, per quanto difficili da reperire, sono un ottimo alimento per i conigli.

Le carote sono consigliate, per un breve periodo, ai conigli inappetenti o sottopeso per invogliarli a mangiare e fornire un supplemento di calorie. Inoltre le carote grattugiate possono essere un’integrazione alla dieta per i conigli con gravi problemi dentali, che faticano a masticare, e a quelli senza incisivi. L’importante è non esagerare, fornire un’alimentazione variata ricca di fibra e controllare il peso. In caso di obesità è necessario eliminare, oltre alla frutta, anche le carote.

Quanto vivono i gatti?

Una delle mie gatte ha superato la veneranda età di 20 anni
Una delle mie gatte ha superato la veneranda età di 20 anni

La longevità nei gatti dipende da molti fattori: il patrimonio genetico del singolo individuo, l’ambiente, l’alimentazione e le cure fornite. La genetica determina il potenziale per la longevità, mentre gli altri fattori determinano la possibilità di raggiungere questa potenziale longevità. Per quanto riguarda la genetica, i gatti “comuni” vivono più a lungo dei gatti di pura razza.

Tra i fattori ambientali determinanti vi è il fatto di vivere esclusivamente in casa oppure di uscire all’aperto, e in particolare se l’ambiente esterno espone il gatto a  pericoli (investimenti, avvelenamenti, aggressioni da parte di cani, cacciatori senza scrupoli ecc.). In generale i gatti che vivono solo in casa sono al sicuro da questi pericoli e quindi possono vivere più a lungo. Nei gatti che escono all’aperto la prima causa di morte sono gli investimenti automobilistici, pertanto i gatti che vivono vicino alle strade non dovrebbero mai uscire di casa. Continua la lettura di Quanto vivono i gatti?

Il comportamento di foraggiamento nei pappagalli

foragingI pappagalli, come gli uccelli in generale, presentano un comportamento naturale che si chiama comportamento di foraggiamento. Come dice il nome, è un’attività che consiste nella ricerca del cibo e che tiene occupato l’animale come minimo sei ore al giorno ma spesso molto di più. I pappagalli in cattività hanno sempre a disposizione ciotole ripiene di cibo nutriente e non richiedono più di 20-30 minuti per nutrirsi. È evidente che rimangono parecchie ore in cui questi animali non sanno cosa fare e si annoiano, con evidenti ripercussioni negative a livello psicologico e la possibile insorgenza di problemi comportamentali. Un pappagallo che non sa cosa fare e che non ha una sufficiente interazione con i membri della famiglia può iniziare a impiegare un tempo eccessivo nella pulizia delle penne, arrivando a sviluppare una sindrome da autodeplumazione (strappamento delle penne), un problema molto comune nei pappagalli in cattività. Continua la lettura di Il comportamento di foraggiamento nei pappagalli

Perché i carboidrati fanno male (molto male) ai conigli

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Pane, fette biscottate, dolci, merendine, focacce, pizza… tutte cose buonissime, ma non per i conigli. Lo stesso vale per i cerali contenuti nei mangimi. Perché questi alimenti, che i conigli trovano irresistibili, in realtà per loro sono dannosi e possono essere addirittura mortali?

La spiegazione sta nella flora intestinale, vale a dire l’insieme di batteri e altri microrganismi che i conigli, come tutte le specie animali, uomo compreso, ospitano nel l’intestino. La flora intestinale ha un ruolo particolarmente importante nel coniglio, perché è un erbivoro. La sua dieta naturale si basa sul consumo di erba e piante di campo, che contengono principalmente fibra (es. emicellulosa, cellulosa e lignina). L’apparato digerente dei mammiferi, coniglio compreso, non produce gli enzimi necessari alla digestione della fibra, che è affidata alla flora batterica; questa scinde la fibra in elementi più semplici producendo sostanze nutritive (tra cui aminoacidi e acidi grassi) che il coniglio può assimilare (questo invece a noi non accade: a noi la fibra non fornisce alcun nutrimento, anche se è fondamentale per la motilità e la salute dell’intestino). Continua la lettura di Perché i carboidrati fanno male (molto male) ai conigli

Canarini: 6 miti da sfatare

canarini

I canarini possono vivere in una gabbietta

Capita spesso di vedere dei canarini rinchiusi in una gabbietta minuscola, che consente a mala pena di allargare le ali. Tenere un uccellino rinchiuso in uno spazio piccolissimo è sbagliato, perché volare è un’attività importante per il suo benessere sia fisico che mentale. La gabbia deve essere più ampia possibile, sviluppata in orizzontale per permettere al canarino di compiere almeno dei brevi voli.

canarino in volo

L’insalata fa male ai canarini

L’integrazione della dieta con verdure fresche e frutta è indispensabile. Le miscele di semi secchi non sono complete e bilanciate: sebbene i canarini si nutrano principalmente di semi, quelli assunti in natura, freschi e ancora ricchi di sostanze nutritive, sono ben superiori a quelli commerciali, conservati non si sa come e non si sa da quanto. I semi poi sono molto ricchi di grassi ma poveri di vitamine, mentre queste ultime abbondano nei vegetali freschi. Tra le verdure che si possono offrire, l’insalata va benissimo. Continua la lettura di Canarini: 6 miti da sfatare

Insetti: cibo del futuro anche per cani e gatti?

insetti

Si sa che accettare qualcosa come alimento non dipende solo dal sapore ma in larga parte anche dai propri pregiudizi culturali. Gli insetti, ad esempio, fanno ribrezzo a molti di noi ma sono considerato un alimento normale da circa due miliardi di persone. Poiché i pregiudizi si possono superare, gli alimenti a base di insetti iniziano timidamente a farsi vedere anche in Europa. Dopotutto, sono una fonte di proteine ottima, a buon mercato, ecologicamente sostenibile e, dal mio punto di vista, preferibile per motivi etici a mammiferi, uccelli e pesci. Anche gli insetti possono essere considerati animali senzienti, ma se devo scegliere tra il sacrificare una mucca (o un pollo, o un pesce) e un insetto, preferisco l’insetto. Continua la lettura di Insetti: cibo del futuro anche per cani e gatti?

La dimostrazione che i mangimi fanno male ai conigli

mangime

Che i mangimi per conigli a base di semi, cereali, mais, riso, carrube, frutta secca e simili (“muesli”) facciano molto male ai conigli è ben risaputo; i veterinari esperti in conigli lo vanno ripetendo da molti anni. Questi prodotti sono purtroppo ancora largamente venduti nei pet shop perché i clienti continuano a comprarli, convinti che se sono “apposta per conigli” vadano bene per la loro alimentazione. Purtroppo l’inadeguatezza della specifica legislazione consente che questi prodotti continuino ad essere messi in vendita, a dispetto dell’evidenza della loro dannosità.

Una ricerca condotta per due anni presso l’Università di Edinburgo dimostra inequivocabilmente la connessione tra l’alimentazione a base di mangimi e l’insorgenza di gravi patologie a carico dei denti e dell’intestino. Ecco le conclusioni principali derivate dallo studio. Continua la lettura di La dimostrazione che i mangimi fanno male ai conigli

Vitamina C per la cavia

vitamina C

La cavia è un roditore erbivoro che ha una caratteristica particolare, unica tra i roditori (ma che condivide con la specie umana): ha bisogno di ricevere la vitamina C con il cibo, perché il suo organismo non può sintetizzarla. Una particolarità di questa vitamina è che non può essere immagazzinata nell’organismo (come le vitamine A, D, E e K) pertanto deve essere assunta nella giusta quantità tutti i giorni.

La cavia va quindi alimentata con vegetali ricchi di questa vitamina. La base dell’alimentazione deve essere rappresentata da fieno di ottima qualità, fresco, profumato e non polveroso. Idealmente, oltre al fieno l’alimento migliore è rappresentato dall’erba e da piante di campo, in particolare il tarassaco (molto ricco di vitamina C). In mancanza di erba possiamo offrire verdure a volontà; le più ricche di vitamina C sono i peperoni, le brassicacee (broccoli, cavoli, verze e simili) e il prezzemolo, ma sono adatti anche radicchio, cicoria, lattuga romana, sedano, finocchio, sempre di tutto un po’, in modo da avere una dieta variata e gustosa. Come frutta, sono da preferire gli agrumi come arance e mandarini; mele e carote sono molto gradite alle cavie ma contengono poca vitamina C.

Ricordiamo che la cavia ha un intestino molto delicato e non sopporta i cambiamenti improvvisi di alimentazione, quindi eventuali variazioni della dieta devono essere molto graduali: non offriamo un alimento nuovo in grande quantità, ma lasciamo tempo all’animale di abituarsi un po’ alla volta. Le cavie sono molto diffidenti verso alimenti che non hanno assaggiato da piccole, per cui a volte un tipo di vegetale viene rifiutato anche se salutare. In tal caso occorre insistere lasciandone sempre a disposizione un pezzetto, sperando che si decidano ad assaggiarlo e apprezzarlo. Continua la lettura di Vitamina C per la cavia